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19/07/2021 ore 14.47
Politica

Serra condannato, la maggioranza chiede le sue dimissioni

Il sindaco, insieme a due assessori e tre consiglieri comunali, chiedono le dimissioni di Giulio Serra, dopo la condanna della Corte dei Conti.
di Redazione Attualità

Il gruppo consiliare di maggioranza dei “Popolari e Democratici” ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Giulio Serra, attuale vice-sindaco di San Marco Argentano, a seguito della condanna subita in appello da parte della Corte dei Conti per aver lucrato 251mila euro di fondi pubblici, nel periodo in cui era consigliere regionale, appartenente al gruppo “Insieme per la Calabria”. Il primo firmatario è stato il sindaco Virginia Mariotti, poi gli assessori Finisia Di Cianni e Aquilina Mileti, e i consiglieri comunali Antonio Artusi (presidente del consiglio comunale di San Marco Argentano), Elvira Zecca e Sandra Ziccarelli. 

Giulio Serra

«I presenti evidenziano che alla luce della condanna per danni alle casse della Regione» si legge in una nota, «non può che essere messo in discussione il suo attuale ruolo di vice sindaco e di assessore. Per questo motivo, i sottoscritti Antonio Artusi, Finisia Di Cianni, Aquilina Mileti, Elvira Zecca e Sandra Ziccarelli, unitamente al sindaco, sollecitano le dimissioni dalla Giunta del vice sindaco, per ragioni di opportunità politica. La necessità di redigere il presene documento, scaturisce da un “percorso” durato oltre due mesi, nel corso del quale il gruppo ha ampiamente discusso in diversi incontri su quanto accaduto, sottolineando la vicinanza dal punto di vista umano e, nel contempo, evidenziandone la valenza etica e politica, che si riverbera inevitabilmente su tutto il gruppo, cercando di salvaguardarne l’unità nonché ribadendo la necessità e l’opportunità di un passo indietro del vice sindaco, senza la necessità di un intervento autoritario di revoca delle deleghe da parte del sindaco». 

«I presenti ritengono indispensabile sottolineare, per amore della verità, che in questo periodo il sindaco si è molto adoperata per salvaguardare l’unità del gruppo. Dagli incontri è emersa la fortissima volontà di tutelare l’immagine del Comune, della cittadinanza e dell’intero gruppo consiliare. Non è certamente compito dei sottoscritti fare processi che in altre sedi hanno già trovato il loro naturale svolgimento ed esito, ma i presenti, quali componenti dell’organo politico, intendono sottolineare che subire una condanna per danno erariale, per il rilevante importo sopra indicato, ha sicuramente una valenza politica negativa per tutta la comunità sammarchese e per l’ente Comune». 

«I presenti ritengono che chi subisce una condanna di tal natura, ovvero per fatti e/o omissioni, posti in essere in qualità di “amministratore” della “cosa pubblica”, non possa continuare a ricoprire incarichi istituzionali quale componente dell’organo esecutivo di un ente seppur diverso. È altresì evidente, per come già sottolineato, che si discute esclusivamente sul piano dell’opportunità dei comportamenti e delle conseguenze politiche, in quanto in altre sedi si sono valutati gli aspetti giudiziari della vicenda».

«Pertanto, qualora il vice sindaco non ritenesse opportuno accogliere l’invito, nostro malgrado, il sindaco sarà costretta ad adottare un provvedimento di revoca delle deleghe a suo tempo conferite. I sottoscritti, nel ribadire la loro ferma presa di posizione politica di condanna in merito alla vicenda di cui si discute, precisano che continueranno, coerentemente con il voto del Popolo, a svolgere il mandato ricevuto con rinnovato impegno, portando avanti il programma politico-amministrativo del gruppo di appartenenza».