Sinistra Italiana: «Pronti a dare battaglia sull’elettrodotto di Montalto Uffugo
«Da più di vent'anni centinaia di cittadini vivono e muoiono sotto l'elettrodotto senza che lo abbiano minimamente voluto»
«La scorsa domenica abbiamo letto con molta attenzione il comunicato del comitato "Insieme per la salute", che da ormai vent'anni si batte per l'interramento dei cavi dell'elettrodotto Laino-Feroleto-Rizziconi nel territorio di Montalto Uffugo. Ci hanno colpito, in particolare, le parole del coordinatore Aldo Perri, che ha stigmatizzato con forza il totale disinteresse delle istituzioni rispetto a una questione che riguarda la salute di centinaia di cittadini calabresi». Così la Segreteria Regionale della Calabria e la Federazione di Cosenza di Sinistra Italiana.
«Pertanto – proseguono nella loro nota - ci è parso opportuno non solo manifestare la nostra piena solidarietà al comitato e a tutta la cittadinanza che lotta contro l'elettrodotto, ma anche chiarire alcuni passaggi storici della vicenda, al fine di smascherarne i punti oscuri che parte della politica calabrese non ha mai voluto vedere. Partiamo da lontano. A quanto pare, Terna S.p.A., proprietaria dell'elettrodotto, non avrebbe mai prodotto la Valutazione di Impatto Strategica (VAS), che si era impegnata a redigere in un accordo di programma stipulato con la regione nel 2004».
«Si tratta - evidenziano – di uno dei primi elementi clamorosi, visto che la VAS valuta l'impatto ambientale e urbanistico dei manufatti e l'elettrodotto è certamente un manufatto di grosse dimensioni che ha avuto un fortissimo impatto tanto sull'ambiente circostante quanto sulla vita delle persone che vi abitano a ridosso. Lo stesso interramento dei cavi dell'alta tensione nelle zone urbanizzate, principale argomento di lotta del comitato, era già previsto dal Piano Energetico Regionale del marzo 2005, ma, evidentemente, Terna non l'ha tenuto in nessun conto, visto che il 31 ottobre dello stesso anno l'elettrodotto è entrato in funzione come se nulla fosse».
Poi ancora: «Sorprendentemente, Terna ha disobbedito anche al punto sette del decreto VIA 3062 del 19 giugno 1998, in base al quale i cavi devono passare almeno a 50 m di distanza dalle abitazioni civili: a Montalto, di fatto, i conduttori si trovano non di rado a meno di 50 m dalle case. Infine, non può non essere rilevato che, dopo la Conferenza dei Servizi del 2001, il tracciato dei tralicci è stato modificato senza produrre alcuna Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), circostanza assai grave da un punto di vista procedurale».
«Negli anni, non sono nemmeno mancate le perizie in cui si sono rilevate le criticità dell'elettrodotto a livello ambientale e sanitario. Tra i diversi studi – evidenziano da Sinistra Italiana - sembra particolarmente illuminante quello dei professori Di Massa e Maggiolini (datato 5 aprile 2012), in cui si descrivono con dovizia di particolari tutti i rischi sanitari per chi vive nelle immediate vicinanze di un elettrodotto. Ciò nonostante, benché la questione sia finita anche nelle aule di tribunale e sia stata più volte oggetto di interrogazioni in sede di Consiglio Regionale, Parlamento Italiano e Parlamento Europeo, i cavi restano ancora al loro posto».
«A nostro parere - fanno presente con decisione - i caratteri di questa vicenda sono inquietanti, non solo perché da più di vent'anni centinaia di cittadini vivono e muoiono sotto l'elettrodotto senza che lo abbiano minimamente voluto, ma anche, se non soprattutto, perché la politica è rimasta impotente dinanzi al pugno di ferro di una società quotata in borsa. Ciò è semplicemente inaccettabile: come si può invocare la partecipazione al voto, come si può biasimare la disaffezione generale verso le istituzioni se le istituzioni, quando vengono chiamate in cause, sono assenti? I voti dei cittadini e delle cittadine di Pianette e Lucchetta non contano? I loro diritti possono tranquillamente venir meno dinanzi al potere soverchiante di un'impresa?».
«Noi siamo fermamente convinti che questo stato di cose vada cambiato in profondità. Pertanto, chiediamo anzitutto al Presidente Occhiuto di chiarire per quali motivi non si sia proceduto con l'interramento dei cavi e se e come la Giunta da lui presieduta abbia intenzione di provvedere in tempi rapidi alla risoluzione del problema. Chiediamo, inoltre, al sindaco di Montalto, Biagio Faragalli, di rispettare le sue promesse elettorali e di farsi portavoce delle più che legittime richieste dei propri concittadini. Occhiuto e Faragalli – si evidenzia ancora – dimostrino, per una volta, che oltre la facile propaganda delle dirette social esistono anche delle azioni politiche concrete!».
«In assenza di risposte - conclude Sinistra Italiana - il nostro partito sosterrà senza se e senza ma tutte le iniziative di mobilitazione che il comitato "Insieme per la salute" intenderà mettere in campo nei prossimi mesi. Non si può stare sempre a guardare: la difesa della democrazia, le lotte per i diritti passano anche dalle istanze dei singoli territori. E, forse, Montalto ci indica in qualche modo la via maestra per una rinascita della politica calabrese».
Il Comitato “Insieme per la Salute” rilancia: «Interrare i cavi a Pianette e Lucchetta. Basta silenzi dalle istituzioni»