Sottosegretari, Filomena Greco: «Avere i numeri in Aula non significa disporre delle istituzioni»
La consigliera di Casa Riformista-Italia Viva critica la maggioranza e chiede che i sette milioni producano aiuti concreti contro il caro carburante
La marcia indietro della maggioranza regionale sui sottosegretari contiene una lezione politica che riguarda il rispetto delle istituzioni e dei limiti all’esercizio del potere. È la posizione espressa da Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva, durante la conferenza stampa unitaria delle opposizioni convocata a Palazzo Campanella prima della seduta del Consiglio regionale.
«Dietro la frettolosa marcia indietro della maggioranza sui sottosegretari, prima ancora dei costi delle nuove figure, c’è una lezione politica e democratica: avere i numeri in Aula non significa poter disporre delle istituzioni a proprio piacimento», ha dichiarato Greco.
La consigliera concentra la propria critica non soltanto sulla decisione di introdurre nuove figure nell’organizzazione regionale, ma anche sul metodo seguito dalla maggioranza per modificare e successivamente ripristinare l’assetto precedente.
«Lo Statuto è la Costituzione della Calabria»
Al centro dell’intervento figura il ruolo dello Statuto regionale, definito da Greco come la «Costituzione della Calabria».
«Una Costituzione non appartiene mai alla maggioranza del momento, perché nasce per un unico scopo: stabilire i limiti entro i quali il potere può essere esercitato», afferma la rappresentante di Casa Riformista-Italia Viva.
Greco ricostruisce quindi il percorso politico degli ultimi mesi: «Prima si forza la mano e si modifica lo Statuto per aumentare gli assessori e introdurre i sottosegretari, nonostante le nostre contestazioni. Poi, quando i cittadini chiedono di potersi esprimere con il referendum, si decide improvvisamente di azzerare tutto e tornare indietro».
Secondo la consigliera, la vicenda regionale richiama una questione più ampia, legata al ruolo delle garanzie e dei contrappesi istituzionali durante i processi di riforma.
«Le riforme si possono fare, ma le garanzie e i contrappesi esistono proprio perché le regole del gioco non sono nella disponibilità di chi governa», sottolinea.
I sette milioni contro il caro carburante
La consigliera richiama poi la situazione economica e sociale della Calabria, con particolare riferimento alle difficoltà denunciate da famiglie, lavoratori, agricoltori, pescatori e imprese.
«Mentre in queste stanze si consumavano mesi a discutere di equilibri interni e strutture di supporto, fuori da questo Palazzo la situazione è diventata gravissima», sostiene Greco.
La rappresentante dell’opposizione valuta positivamente la prospettata destinazione all’emergenza carburanti dei sette milioni di euro inizialmente stanziati per il referendum, subordinando però il proprio giudizio alla concreta efficacia delle misure.
«Che i 7 milioni di euro inizialmente stanziati per il referendum vengano ora destinati all’emergenza del caro carburante è un fatto positivo, purché si traducano in aiuti seri, equi ed efficaci».
«Perché siamo dovuti arrivare fino a questo punto?»
Greco conclude il proprio intervento sollevando una questione sui tempi e sulle priorità dell’azione politica regionale.
«Resta però una domanda di fondo: perché siamo dovuti arrivare fino a questo punto? Bisognava occuparsi molto prima dei problemi dei calabresi e un po’ meno degli equilibri della maggioranza».
La consigliera lega infine la vicenda alla difesa delle regole istituzionali e dei diritti di partecipazione: «Le maggioranze passano e i presidenti passano. Le regole, le istituzioni e i diritti dei cittadini restano. Ed è questo che oggi stiamo difendendo».
Le valutazioni sulle intenzioni e sulle priorità della maggioranza sono attribuite a Filomena Greco. Nella nota non è riportata una replica del centrodestra.