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28/10/2026 ore 14.57
Politica

Stasi ai domiciliari, solidarietà trasversale dai sindaci: «Garantismo e rispetto delle istituzioni»

Da Sandro Principe a Franz Caruso fino al presidente della Regione Roberto Occhiuto, si moltiplicano gli interventi dopo la misura cautelare che ha raggiunto il sindaco di Corigliano-Rossano. La Giunta comunale esprime fiducia nella magistratura e rivendica la «totale estraneità» del primo cittadino

di Redazione

Solidarietà personale, richiamo alla presunzione di innocenza e fiducia nel lavoro della magistratura. Sono questi i temi che attraversano le reazioni politiche e istituzionali arrivate nelle ore successive alla misura cautelare degli arresti domiciliari disposta nei confronti del sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Catanzaro.

Da Rende a Cosenza, fino alla Presidenza della Regione Calabria, amministratori anche politicamente molto distanti dal primo cittadino di Corigliano-Rossano hanno scelto di intervenire richiamando le garanzie costituzionali e la necessità di attendere l’accertamento giudiziario dei fatti.

Principe: «Troverà la forza per dimostrare la linearità dei suoi comportamenti»

Tra i primi a manifestare vicinanza a Stasi c’è il sindaco di Rende Sandro Principe.

«Esprimo la mia sincera solidarietà e vicinanza a Flavio Stasi, un giovane sindaco che si è fatto conoscere per dinamismo amministrativo e amore viscerale per la sua comunità», afferma Principe.

Il primo cittadino di Rende si dice certo che Stasi «troverà la forza fisica e morale per dimostrare la linearità dei suoi comportamenti», affidando poi il resto del suo intervento a un richiamo ai principi costituzionali.

«L’invito a rispettare i sacrosanti principi stabiliti dalla nostra Costituzione mi consente di non aggiungere altro».

Occhiuto: «Il garantismo non è indulgenza»

Sulla vicenda interviene anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto, che non nasconde le divergenze politiche avute negli anni con il sindaco di Corigliano-Rossano.

«Con Flavio Stasi ho avuto spesso posizioni divergenti, il confronto politico con lui è stato sempre schietto, talvolta aspro. Oggi nulla di questo conta».

Per Occhiuto deve valere il principio secondo cui «nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva», non soltanto per Stasi ma per tutte le persone coinvolte nell’inchiesta.

«Il garantismo non è indulgenza. Invocare questo principio non significa sottovalutare la criminalità o la ’ndrangheta, ma pretendere che in uno Stato di diritto siano rispettate regole di civiltà e garanzie costituzionali che valgono per tutti».

Il presidente assicura inoltre che la vicenda giudiziaria non modificherà l’attenzione della Regione nei confronti di Corigliano-Rossano.

«La Regione c’è e non farà mancare nulla: tutti gli impegni assunti con la comunità restano in piedi», afferma Occhiuto, citando anche il percorso per la candidatura della città a Capitale italiana della Cultura 2029.

Caruso: «No ai processi anticipati»

Vicinanza anche dal sindaco di Cosenza Franz Caruso, che interviene sulla vicenda anche nella sua veste professionale di avvocato penalista.

«Esprimo la mia sincera vicinanza al sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, in queste ore segnate da una vicenda giudiziaria delicata, che merita di essere affrontata con senso di responsabilità, equilibrio e rispetto delle istituzioni».

Caruso si dice convinto che Stasi saprà fornire le proprie risposte rispetto alle contestazioni, ribadendo allo stesso tempo «piena fiducia nell’operato della magistratura».

Il sindaco di Cosenza insiste in particolare sul principio garantista. «Il garantismo non può essere un principio da invocare a corrente alternata, né una posizione da assumere in ragione delle appartenenze politiche. È, al contrario, un fondamento irrinunciabile dello Stato di diritto, che impone di distinguere sempre tra l’ipotesi accusatoria e la responsabilità accertata in via definitiva».

Per Caruso, legalità e garantismo «non sono valori contrapposti», così come la lotta alla criminalità organizzata deve procedere insieme al rispetto delle garanzie riconosciute dall’ordinamento.

La Giunta: «Fiducia nella magistratura»

Una presa di posizione arriva anche dalla Giunta comunale di Corigliano-Rossano, che esprime piena vicinanza politica e personale al sindaco.

L’esecutivo comunale sottolinea innanzitutto il valore delle indagini contro la criminalità organizzata, considerate necessarie per liberare il territorio dal peso economico e sociale della ’ndrangheta.

Rispetto alla posizione di Stasi, la Giunta afferma però di non avere dubbi sulla sua «totale estraneità» e sulla sua «ostilità politica e culturale a qualsivoglia ambiente criminale». Da qui la fiducia negli organi giudiziari affinché la vicenda possa essere chiarita nelle sedi competenti.

Nel frattempo, l’amministrazione assicura che l’attività del Comune proseguirà regolarmente, con particolare attenzione ai procedimenti già avviati e ai progetti considerati strategici per lo sviluppo della città.

Pignataro (Avs): «Stasi ha già pagato prezzi pesanti»

Il segretario regionale di AVS Fernando Pignataro esprime piena vicinanza a Flavio Stasi, richiamandone il percorso amministrativo e politico e auspicando tempi rapidi per il chiarimento della vicenda giudiziaria. «Flavio Stasi si è distinto in questi anni come sindaco e come militante politico nella battaglia contro le mafie e per la legalità, per il cambiamento e per la crescita della nostra terra. Per questo ha già pagato prezzi pesanti, subendo intimidazioni ed essendo stato sottoposto a tutela».

Pignataro ribadisce la fiducia nell’operato della magistratura e si dice convinto che il procedimento potrà chiarire la posizione del primo cittadino di Corigliano-Rossano.

«Abbiamo piena fiducia nella magistratura, che farà luce sugli avvenimenti oggetto di indagine, così come ritengo che si arriverà a riconoscere la piena estraneità del sindaco rispetto alle accuse contenute nel provvedimento cautelare».

Per il segretario regionale di AVS, il punto essenziale è ora la rapidità dell’accertamento. «La sola cosa da auspicare è che si faccia in fretta, nell’interesse della persona e dell’istituzione che rappresenta».

Infine, il messaggio personale rivolto a Stasi e alla sua famiglia: «A Flavio e ai suoi familiari esprimo piena solidarietà e vicinanza, nella convinzione che la linearità e la trasparenza del suo modo di essere e di agire saranno riconosciute in tutte le sedi».

Rifondazione: «Solidarietà al compagno Stasi»

Rifondazione Comunista si schiera al fianco di Flavio Stasi e invita a tenere separati il piano giudiziario da quello politico, evitando letture anticipate della vicenda.

In una nota firmata da Adriano D’Amico, Francesco Saccomanno, Stefano Vento e Gianluca Schiavon, il partito esprime «piena solidarietà e vicinanza» al sindaco di Corigliano-Rossano, richiamando il principio della presunzione di innocenza e chiedendo che ogni contestazione venga valutata sulla base di elementi concreti e verificabili.

Secondo Rifondazione, da una prima lettura dell’ordinanza cautelare emergerebbero diversi punti da chiarire. In particolare, gli esponenti del partito sottolineano che Stasi non comparirebbe direttamente nelle intercettazioni e che alcune circostanze contestate, tra cui una presunta promessa di assunzione, gli verrebbero attribuite attraverso dichiarazioni di terzi.

Per il partito, questi elementi non possono essere automaticamente considerati prova di uno scambio concordato. «Sono questioni che meritano risposte puntuali, non conclusioni affrettate», si legge nella nota.

Rifondazione richiama anche il percorso politico e amministrativo di Stasi, ricordando le minacce subite e il periodo trascorso sotto protezione. «Ha improntato la sua azione alla difesa della legalità e della giustizia sociale», sostengono i firmatari.

Molto critica, invece, la posizione sulla misura cautelare, definita una «forzatura inaccettabile» che rischierebbe di esporre il sindaco a una «gogna mediatica» prima ancora dell’accertamento delle responsabilità.

«La verità si cerca con le prove, non con le presunzioni o i teoremi», afferma ancora Rifondazione, che chiede chiarezza, trasparenza e pieno rispetto delle garanzie costituzionali.

Il Pd: «Lasciamo lavorare la magistratura»

Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale interviene sull’operazione della Dda di Catanzaro nella Sibaritide, che ha coinvolto anche amministratori locali, tra cui il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.

I consiglieri dem richiamano anzitutto la necessità di lasciare lavorare magistratura e forze dell’ordine, sottolineando come il contrasto alla criminalità organizzata e a ogni possibile condizionamento della vita pubblica resti «un impegno irrinunciabile».

Allo stesso tempo, il gruppo Pd invita a non trasformare una misura cautelare in una sentenza anticipata. «La presunzione di innocenza, il diritto di difesa e la verifica delle accuse devono essere rispettati per tutte le persone coinvolte, senza anticipare giudizi né in un senso né nell’altro».

Su Stasi, i consiglieri regionali ricordano il percorso amministrativo alla guida di Corigliano-Rossano e gli esprimono vicinanza personale e politica in questa fase.

«Conosciamo bene Flavio Stasi e il suo impegno come amministratore di una delle più importanti città della Calabria. Confidiamo che, nelle sedi giudiziarie competenti, possa chiarire la propria posizione e dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati».

Un pensiero viene rivolto anche alla comunità di Corigliano-Rossano, definita comprensibilmente scossa dalla vicenda. Per il gruppo Pd, l’accertamento delle eventuali responsabilità deve restare strettamente individuale e non tradursi in un giudizio sull’intera città.

«Corigliano-Rossano e i suoi cittadini meritano rispetto», conclude la nota, ribadendo fiducia nel lavoro degli inquirenti e, insieme, nelle garanzie previste dall’ordinamento.