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08/04/2026 ore 15.18
Politica

Tis Calabria, Tridico attacca Occhiuto: «Così si istituzionalizza il lavoro povero»

L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle denuncia stipendi da 600 euro, esclusioni tra i tirocinanti e collega la crisi del lavoro al calo demografico della Calabria

di Redazione

La vicenda dei Tis in Calabria torna al centro dello scontro politico con un nuovo duro intervento di Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo ed ex candidato alla presidenza della Regione. Nel mirino dell’europarlamentare finisce la gestione portata avanti dalla giunta guidata da Roberto Occhiuto, accusata di presentare come stabilizzazione quello che, secondo Tridico, sarebbe invece un modello destinato a produrre nuovo lavoro povero.

In una nota, Tridico sostiene che la gestione dei tirocinanti di inclusione sociale rappresenti «l’ennesima dimostrazione di una politica miope», incapace di garantire diritti in modo universale e concentrata, invece, su interventi parziali. Secondo l’esponente del M5S, non si può parlare di vera stabilizzazione se restano esclusi centinaia, se non migliaia, di lavoratori che per anni hanno garantito servizio e continuità.

Il punto più duro della critica riguarda le condizioni economiche previste. Tridico afferma che non sia accettabile definire un successo la trasformazione di questi percorsi in contratti part-time da circa 600 euro al mese. «Non possiamo accettare che la parola “stabilizzazione” si traduca in contratti part-time da circa 600 euro al mese. È fuorviante, oltre che profondamente ingiusto, parlare di successo. Quello che Occhiuto sta mettendo in campo è l’istituzionalizzazione di una nuova fascia di lavoro povero», dichiara.

Secondo Tridico, la Calabria avrebbe bisogno di una strategia diversa, fondata su lavoro stabile e dignitoso, non su strumenti che rischiano di somigliare a sussidi mascherati. Nel suo intervento ricorda che questo tema era stato posto già durante la scorsa campagna elettorale e torna ad accusare la Regione di non aver costruito una prospettiva strutturale.

L’europarlamentare contesta anche l’utilizzo delle risorse pubbliche, sostenendo che i fondi Fesr e Poc, nati per sostenere sviluppo e politiche attive, vengano impiegati per tamponare il precariato senza affrontarne le cause. A suo giudizio manca soprattutto un’integrazione strutturale dello Stato, che la Regione non sarebbe riuscita a ottenere nonostante le promesse fatte nel tempo. Da qui l’allarme sui Comuni, che secondo Tridico rischierebbero di trovarsi davanti a una scelta pesante: andare incontro a difficoltà finanziarie immediate oppure aumentare la pressione fiscale per sostenere stipendi giudicati insufficienti.

L’attacco politico si allarga poi al quadro sociale complessivo della Calabria. Tridico collega infatti il tema del lavoro ai dati dell’Osservatorio Regionale Demografico, parlando di una regione che continua a perdere popolazione. Nel suo intervento richiama il dato del 2025, anno in cui la Calabria avrebbe perso 7.085 residenti, scendendo sotto la soglia di 1,83 milioni di abitanti.

Per l’esponente del Movimento 5 Stelle, il calo demografico rappresenta la conseguenza diretta di un sistema che non riesce a offrire occupazione solida e prospettive. La sua lettura è netta: la fuga dei giovani sarebbe alimentata anche da condizioni lavorative non dignitose. «E mentre la nostra regione si svuota e i giovani fuggono perché non accettano di essere schiavi a 600 euro al mese, la Giunta Occhiuto sembra occupata solo a consolidare il proprio “cerchio magico”», afferma.

Nel comunicato, Tridico accusa inoltre la politica regionale di preoccuparsi più degli equilibri interni e delle nomine che delle reali necessità del territorio. Secondo questa impostazione, le assunzioni precarie nei piccoli Comuni finirebbero per saturare i limiti di spesa, bloccando il turnover e impedendo l’ingresso di figure tecniche ritenute necessarie per il funzionamento della macchina amministrativa.

Da qui la richiesta rivolta direttamente al presidente della Regione. Tridico chiede che Occhiuto riferisca in Aula e chiarisca quali iniziative concrete siano state avviate con il Governo per garantire risorse strutturali. L’obiettivo, secondo il capodelegazione M5S, dovrebbe essere quello di evitare una gestione a doppio binario, con tirocinanti esclusi e una distinzione tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.