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17/05/2023 ore 20.11
Politica

Tribunale di Corigliano Rossano, si ipotizza la riapertura entro la primavera 2024

La Commissione Giustizia del Senato ha approvato la proposta di Rapani: accorpare in un unico testo i ddl di cinque regioni
di Redazione

di Luca Latella

Un ulteriore passo avanti verso il ripristino del tribunale – oggi – di Corigliano Rossano. E non che non ne manchino, da quando il senatore coriglianorossanese di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Giustizia, Ernesto Rapani, ha riaperto questa sentitissima vertenza. L’iter è in fase di istruzione, ma lo sbocco non sembra poi così lontano. In primis perché il senatore di Fdi ha incassato – è novità di giornata – il placet della commissione Giustizia per predisporre un testo unico rispetto ai disegni di legge presentati dalle Regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia e Toscana, che intervengono sulla riforma della geografia giudiziaria per introdurre una disciplina finalizzata al ripristino degli uffici giudiziari soppressi.

Nel corso di un incontro sul tema tenutosi un paio di settimane fa e organizzato dal circolo di Fdi di Corigliano Rossano, peraltro, molti “tecnici”, addetti ai lavori e esperti avvocati in materia hanno ipotizzato – nel migliore dei casi – la riapertura del tribunale di Corigliano Rossano tra gennaio e aprile 2024, ovvero entro un anno. E questo perché se sarà approvato il testo unico che presenterà Rapani, in attesa della riforma della giustizia, entro tre mesi dall’approvazione ipotizzabile entro l’estate, il ministro Nordio dovrà firmare il decreto di riattivazione del presidio e nei tre mesi successivi predisporre la pianta organica dei magistrati. Si potrebbe giungere così a cavallo tra l’inverno e la prossima primavera, giacché i tempi sono scanditi dalla legge.

Il punto di partenza, quindi, rimane l’approvazione del disegno di legge unico a cui sta lavorando il senatore Rapani, dopo il passaggio nelle commissioni. Il testo di legge prevede due canali: uno di riattivazione dei tribunali soppressi, sic et sempliciter, su istanza delle Regioni che propongono di farsi carico degli oneri della struttura e della vigilanza, al netto dei magistrati. In attesa poi di una riforma più organica, il ddl attribuisce la delega al governo di riformare la geografia giudiziaria. Insomma, se passa l’art. 1 il tribunale di Corigliano Rossano sarà riattivato entro tre mesi dall’approvazione del disegno di legge. Nell’ambito del medesimo ddl potrà anche verificarsi la ridistribuzione delle circoscrizioni giudiziarie, ovvero i territori che ricadono sotto le giurisdizioni dei tribunali.

La partita da vincere subito, quindi, è la riattivazione delle vecchie funzioni ed in questa direzione, se tutto dovesse volgere al meglio, l’ipotesi gennaio-aprile 2024 – peraltro alla vigilia delle elezioni amministrative, ma questa è un’altra storia – non sembra poi così peregrina. In una nota diramata nel pomeriggio il senatore Rapani risponde ai “populisti”. «Sostanzialmente – commenta – con questa proposta su mia iniziativa, prosegue spedito l’iter che dovrebbe sfociare nella riapertura del tribunale di Corigliano Rossano.

È bene chiarire, però, che l’operazione non deve comportare oneri per il bilancio dello Stato. Da qui la necessità di predisporre un atto formale da parte dell’Amministrazione Comunale che indichi la disponibilità di una struttura. Spero, quindi, di essere stato chiaro anche nei confronti di qualche distratto populista, il quale piuttosto che sostenere e supportare la mia azione di governo, si preoccupa di generare confusione nella cittadinanza, forse per il solo gusto di fare harakiri – conclude Ernesto Rapani – perché animato dallo spirito del bastian contrario per partito preso creando allarmismo e ignorando l’esistenza di atti ufficiali».