“Una casa per Tutti”, la Regione cambia l’avviso: stop ai Puc e contributo diretto ai locatori
Dopo il confronto con gli Ats, eliminati gli oneri aggiuntivi per i Comuni e superato il rimborso retroattivo: sostegno per 12 mesi dalla graduatoria
Un welfare che ascolta i territori e prova a correggere le criticità emerse nella fase attuativa. È la linea rivendicata dalla Regione Calabria per la misura “Una casa per Tutti”, rimodulata – spiega l’assessore al Welfare Pasqualina Straface – dopo un confronto con gli Ambiti territoriali sociali (Ats) per renderla più efficace, inclusiva e sostenibile sul piano organizzativo e amministrativo.
La prima modifica riguarda un nodo che, secondo quanto emerso dagli Ats, rischiava di trasformarsi in un ostacolo operativo. L’attivazione delle misure di inclusione attiva attraverso i Progetti utili alla collettività (Puc) avrebbe comportato oneri aggiuntivi per gli Ambiti: coperture assicurative, Inail e visite mediche obbligatorie, con un carico che sarebbe ricaduto soprattutto sul Comune capofila. Da qui la scelta di eliminare la previsione dei Puc e sostituirla con un percorso diverso: il Comune, per i nuclei beneficiari, garantirà una valutazione multidisciplinare e la predisposizione di un progetto di inclusione attiva, ritenuto più sostenibile e più coerente con interventi personalizzati e integrabili con misure già esistenti.
Il secondo correttivo incide direttamente sulle modalità di erogazione del sostegno. La precedente impostazione prevedeva un contributo a rimborso delle spese già sostenute dal destinatario, ma gli Ats hanno segnalato la difficoltà di conciliare questo meccanismo con la logica dell’inclusione attiva. Anche qui la Regione interviene: viene eliminato il rimborso retroattivo e il sostegno decorrerà per 12 mesi dalla pubblicazione della graduatoria definitiva, “a cavallo” tra il 2026 e il 2027 e non più entro la sola annualità 2026, con l’obiettivo di garantire uniformità e programmazione più stabile.
Secondo Straface, la nuova impostazione porta due effetti immediati. Il primo è pratico: una volta approvata la graduatoria, il beneficiario non dovrà più anticipare il canone, perché sarà il Comune a coprire le mensilità erogando il contributo direttamente al locatore, “esonerando” di fatto l’affittuario. Il secondo riguarda la presa in carico: superata la retroattività, gli Ambiti potranno lavorare su 12 mesi pieni, costruendo percorsi di inclusione più “concreti, duraturi e programmabili”.
Per l’assessore, la rimodulazione punta a rafforzare il senso della misura: aiutare le famiglie fragili, estendere la platea dei beneficiari e rendere l’intervento pubblico “più efficace, più umano e davvero attuabile”, rivendicando un metodo basato su ascolto e correzioni operative.