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12/10/2026 ore 17.39
Politica

Uscita dell'Italia da ENOC, Caligiuri (PD): «I diritti dei minori non sono un fortino ideologico»

La segretaria del circolo del Partito democratico di Cosenza chiede che anche la Calabria faccia sentire la propria voce: «Abbandonare una rete che unisce oltre trenta Paesi europei significa scegliere l’isolamento culturale e politico»

di Emilia Canonaco

«La decisione dell’Autorità Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza di abbandonare l’ENOC, la Rete europea dei Garanti per i minori, rappresenta un fatto di eccezionale gravità, un segnale di debolezza istituzionale e un pericoloso passo indietro per la tutela dei diritti dei più giovani».

Lo dichiara in una nota Rosi Caligiuri, segretaria del circolo PD di Cosenza. «Un’Autorità di Garanzia ha il dovere di rappresentare tutte e tutti, guidando i processi con autorevolezza, non quello di fuggire dai tavoli di confronto internazionali di fronte a posizioni divergenti. Un’istituzione pubblica non può essere scambiata per un fortino personale né piegata a convinzioni ideologiche individuali.

Abbandonare una rete che unisce oltre trenta Paesi europei significa scegliere l’isolamento culturale e politico, privando l'Italia — e insieme la nostra regione — di uno spazio fondamentale di coordinamento, crescita e condivisione delle migliori pratiche contro la povertà educativa, gli abusi, la violenza e il disagio giovanile».

«Ciò che preoccupa maggiormente — prosegue la segretaria dem — è la narrazione che ha accompagnato questa scelta, liquidando come "ideologici" i passaggi dedicati alle tutele dei minori e delle minori LGBTQIA+, dei percorsi legati all'identità di genere e alla disforia. Questa non è ideologia: è la realtà quotidiana e materiale delle vite di tanti ragazzi e ragazze. Ignorare questa complessità o voltarsi dall’altra parte significa abbandonare giovani fragili al bullismo, alla discriminazione e all'emarginazione sociale.

La tutela dell'infanzia e dell'adolescenza deve essere universale, capace di accogliere e proteggere tutti i corpi e tutte le identità, senza esclusioni o gerarchie di serie A e di serie B». «Insieme al mondo dell'associazionismo e alle realtà del terzo settore — come l’associazione calabrese "G. Rodari", che in queste ore ha sollevato con forza il tema — riteniamo sia urgente una presa di posizione chiara anche a livello regionale.

Chiediamo al Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria di attivarsi immediatamente con la rete dei Garanti regionali affinché si faccia chiarezza e si promuova il tempestivo rientro dell’Italia in ENOC». «I diritti dei minori e della comunità giovanile non possono diventare terreno di scontro né subire le oscillazioni di chi ricopre temporaneamente un incarico pubblico. La democrazia e i diritti crescono rimanendo protagonisti in Europa e guidando l'evoluzione sociale, non chiudendosi in arroccamenti conservatori a spese dei più vulnerabili», conclude Rosi Caligiuri.