Villapiana, la sindaca De Marco affida una delega a suo marito. Scoppia la polemica
Gestirà i rapporti con l'imprenditoria locale, quanto basta per fare infuriare l’opposizione. Nicola Mastrota: «Limite del buon senso superato, la questione è anche etica»
Villapiana non trova pace politicamente. Dopo la campagna elettorale in cui il circolo del PD è stato investito dalle accuse di aver optato per una candidata a sindaca, poi risultata vincente, solo qualche mese prima in corsa alla Regione in quota Lega, ora scoppia un altro caso. Lo ha denunciato il consigliere di opposizione Nicola Mastrota che ha postato un decreto firmato dalla prima cittadina Mariolina De Marco. Con l’atto contestato affida una delega ufficiale per gestire i rapporti con l'imprenditoria locale a suo marito Domenico Sante Palermo.
«C’è un limite che la politica non dovrebbe mai superare, ed è quello del buon senso e del rispetto per le istituzioni. Una linea di confine che, purtroppo, la nostra Amministrazione ha deciso di calpestare - ha detto Mastrota sui social -. Non parliamo di un assessore nominato, né di un consigliere eletto dai cittadini. Parliamo di un privato cittadino, scelto non per competenze certificate da un bando pubblico o per il consenso delle urne. Qui si tratta di una questione normativa, di dignità politica e di opportunità».
Per Mastrota il punto non è solo normativo e cita Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) e Costituzione. «Entrambi parlano chiaro: l'azione amministrativa deve essere guidata da criteri di imparzialità e trasparenza. Affidare un ruolo così delicato e strategico, che incide direttamente sul tessuto economico del territorio, al proprio coniuge configura un palese e inaccettabile conflitto di interessi. La questione è anche etica. Gestire i rapporti con le imprese significa decidere le linee di sviluppo economico del nostro territorio. È un ruolo di enorme delicatezza strategica che richiede la massima imparzialità».