118 e Azienda Zero, sindacati sul piede di guerra: “Subito un incontro”
Le sigle denunciano disservizi e malcontento dopo il trasferimento delle funzioni: “Riforma opaca, rischio contenziosi”
Un sistema sotto pressione e una riforma che, invece di chiarire, avrebbe moltiplicato le criticità. Le organizzazioni sindacali FSI-USAE (Claudio Gentile), USB (Vittorio Sacco), NURSING UP (Stefano Sisinni) del comparto emergenza-urgenza lanciano un segnale netto e chiedono un incontro urgente sulla gestione del 118 in Calabria, dopo il trasferimento delle funzioni ad Azienda Zero.
Al centro della contestazione c’è l’impatto della legge regionale 32 del 2021, che ha istituito l’ente di governance sanitaria regionale, e dei successivi decreti attuativi, fino al più recente DCA 62 del 2026, che ha sancito il passaggio delle competenze del Dipartimento Emergenza-Urgenza dalle aziende sanitarie ad Azienda Zero.
Secondo i sindacati, il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante. “Si registrano notevoli disservizi segnalati sia dall’utenza che dagli operatori”, evidenziano, sottolineando come medici, infermieri e autisti soccorritori stiano vivendo una fase di forte difficoltà operativa.
Ma il punto più critico riguarda la gestione del passaggio stesso. Le sigle parlano apertamente di “trattative sindacali discutibili sul piano legale”, che non avrebbero chiarito le conseguenze concrete – giuridiche, economiche e sociali – per il personale coinvolto nel trasferimento.
Una situazione che si riflette direttamente sul clima interno al servizio. “Demotivazione e forte malcontento” sarebbero ormai diffusi tra i lavoratori del SUEM 118, che chiedono certezze su ruoli, funzioni e condizioni di lavoro.
Da qui la richiesta di un confronto immediato con la Regione, per affrontare i nodi ancora irrisolti: dalla direzione e coordinamento del sistema di emergenza-urgenza fino al monitoraggio del servizio, includendo anche l’elisoccorso.
L’obiettivo dichiarato è evitare un’escalation sul piano legale. Senza un chiarimento rapido e condiviso, avvertono i sindacati, il rischio di contenziosi appare concreto.
Una partita che si gioca su un terreno delicato, quello della sanità d’emergenza, dove ogni ritardo o incertezza organizzativa si traduce in conseguenze dirette sui cittadini. E dove, ora più che mai, la richiesta che arriva dagli operatori è una sola: chiarezza.