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09/09/2026 ore 09.45
Sanità

ADHD, sei anni di ostacoli in Calabria: «Nessuno sapeva come prescrivere il Medikinet»

Dopo la lettera di denuncia di una turista toscana alla nostra redazione, arriva un’altra testimonianza: «Piani terapeutici ottenuti fuori regione, farmaci difficili da reperire e procedure poco conosciute. Per anni siamo rimasti senza percorsi dedicati e senza riferimenti istituzionali»

di Redazione

Gentile Redazione,
in riferimento al vostro articolo sull’irreperibilità del Medikinet, desidero condividere la mia esperienza come paziente adulto con ADHD residente in Calabria. Le difficoltà legate al metilfenidato non sono un fenomeno recente: per molti adulti calabresi rappresentano una realtà consolidata, affrontata per anni in un contesto di scarsa informazione e totale assenza di percorsi dedicati.

Quando ho iniziato la terapia, sei anni fa, il farmaco era pressoché sconosciuto sul territorio. Dopo aver ottenuto il piano terapeutico fuori regione, mi sono trovata a dover chiedere al medico di base di procurarsi il ricettario RMR necessario alla prescrizione: non una procedura complessa, ma una procedura ignota, che molti medici non sapevano, e non sanno, nemmeno come attivare. Parallelamente, il farmaco risultava irreperibile in gran parte delle farmacie calabresi. Solo grazie alla disponibilità di un farmacista particolarmente attento, che lo ha richiesto a un fornitore fuori regione, sono riuscita ad accedervi. Oggi la distribuzione appare più stabile, ma la mancanza di preparazione continua a creare ostacoli.

Tre settimane senza terapia: «In Calabria nessuno sapeva come prescrivere il farmaco per l’ADHD»

Per anni, per ottenere un piano terapeutico valido, sono stato costretto a recarmi fuori regione: prima nel Lazio, poi in Campania. Molti altri pazienti adulti calabresi seguono lo stesso percorso, rivolgendosi a Messina o ad altre regioni. Il motivo è semplice: almeno fino ad agosto scorso, in Calabria non esisteva alcun medico prescrittore autorizzato. Il metilfenidato richiede infatti un iter istituzionale preciso - piano terapeutico, registrazione AIFA, attivazione del registro nazionale da parte della Regione - che non era mai stato attivato, rendendo impossibile avviare la terapia sul territorio.

Solo di recente, dopo numerose sollecitazioni, per quanto ne so, le ASP di Cosenza e Catanzaro avrebbero avviato le procedure per ottenere l’autorizzazione regionale. Ma anche con il piano terapeutico attivo, il percorso non è immediato: la prescrizione deve essere redatta dal medico di famiglia tramite ricetta RMR in triplice copia, obbligatoria per gli stupefacenti e psicotropi. Una modalità che, in Calabria, è stata a lungo sconosciuta a molti medici e farmacisti, contribuendo ulteriormente alla difficoltà di accesso al farmaco.

La situazione descritta nel vostro articolo non è quindi un caso isolato, ma il risultato di una prolungata assenza di strutture, competenze, formazione, informazione e percorsi dedicati agli adulti con ADHD, che in Calabria vivono da anni senza continuità terapeutica e senza riferimenti istituzionali.Ringrazio la redazione per aver dato visibilità a un problema che riguarda molti cittadini e che necessita finalmente di una risposta stabile e strutturata.
Lettera firmata