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18/01/2026 ore 15.04
Sanità

Amianto e tumori, l’allarme di Sara Russo: «La prevenzione è ferma. Serve subito un piano comunale»

Dura critica alla Regione Calabria per la scadenza del piano regionale (PRAC). La proposta: «Cassano si doti di uno strumento proprio per censire i siti pericolosi e tutelare i cittadini»

di Franco Sangiovanni
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«In questi ultimi mesi abbiamo assistito a troppi decessi nel nostro territorio a causa di tumori. Spesso puntiamo il dito contro la malasanità, ma dimentichiamo che la vera battaglia per la salute si vince con la prevenzione». Inizia con questa amara riflessione l'intervento di Sara Russo, Consigliera comunale gruppo minoranza "Per Amore di Cassano", che solleva un polverone su una delle emergenze ambientali più silenziose e letali della Calabria, la gestione dell'amianto.

Al centro della denuncia c'è il PRAC (Piano Regionale Amianto Calabria). Secondo la Russo, la Regione avrebbe mostrato una "preoccupante mancanza di responsabilità" lasciando scadere questo strumento fondamentale nel maggio 2022, senza predisporre azioni concrete per il suo rinnovo o per l'attuazione delle bonifiche necessarie. «L’assenza di azioni rivela una grave inadempienza dell’amministrazione regionale - incalza la Russo -l'amianto è un killer accertato, causa di patologie respiratorie gravissime e tumori. Ignorare il termine di scadenza del Piano significa giocare con la vita dei calabresi».

Nonostante la storica bonifica delle aree del SIN (Sito di Interesse Nazionale) Crotone-Cassano-Cerchiara, la questione amianto resta aperta e frammentata sul territorio. Per questo motivo, Sara Russo avanza una proposta concreta per l'amministrazione locale sollecitando la Redazione di un Piano Comunale Amianto, uno strumento di cui il Comune di Cassano è attualmente sprovvisto. Chiede un censimento capillare per avere una mappatura aggiornata di ogni presenza di amianto su tutto il territorio comunale. Solo con questi strumenti si può pensare a una collaborazione con l'ASP di Cosenza potendo allora trasmettere i dati per attivare l'iter di smaltimento e messa in sicurezza. «È una questione di fondamentale importanza per la tutela della salute pubblica - spiega Russo -, dobbiamo promuovere una corretta informazione tra i cittadini sui rischi dell'esposizione e sulle misure da adottare. Questa è la proposta su cui si deve lavorare immediatamente».

Oltre agli strumenti tecnici, l'appello punta sulla sensibilizzazione. La consapevolezza dei rischi legati alle vecchie coperture in eternit e ai materiali fibrosi ancora presenti in molti edifici privati e agricoli è, secondo la Russo, il primo passo per una "prevenzione attiva". La palla passa ora alle istituzioni locali e regionali. La richiesta di una gestione "efficace ed efficiente" del pericolo amianto non è più procrastinabile, specialmente in un territorio che continua a contare i danni di un'incidenza oncologica sempre più preoccupante.