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24/07/2026 ore 09.26
Sanità

«Cari Occhiuto e Pasqua, la mia salute per l’Annunziata di Cosenza vale meno di un reagente?»

La denuncia di un malato cronico: un esame negato in ospedale perché «i reagenti sono troppo costosi», 132 euro pagati di tasca propria per ottenere una diagnosi che il Servizio Sanitario avrebbe dovuto garantire

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Spettabile Presidente Occhiuto e spettabile dottor Pasqua, quanto accadutomi oggi presso l'AO Annunziata sarebbe grottesco se non fosse tragico. Premetto che sono un malato cronico, invalido all'85% con alcuni sintomi ancora non ben chiariti e che necessitano di approfondimenti. Per poter avere una soluzione ho dovuto rivolgermi al Gemelli a Roma dopo aver tentato di curarmi con disavventure varie nella mia terra. Tant'è le disavventure continuano!

I neurologi del Gemelli, nel cercare di individuare con maggiore esattezza uno dei mie tanti problemi, prescrivono due esami ematici, nei giorni scorsi ho mandato mio fratello a chiedere se questi necessitassero di prenotazione e gli è stato risposto che si facevano tutti i giorni. Stamattina arrivo alle 6 per prendere il numero e sperare di non dover prendere un altro giorno di ferie per esami medici e arrivato allo sportello n. 4 del CUP mi viene detto che un esame, il primo, veniva erogato l'altro no in quanto i reagenti sono troppo costosi e vengono usati solo per i ricoverati e che quindi avrei fatto bene a rivolgermi a qualche struttura privata.

Ho provato a chiedere all'operatrice se scherzasse e quando ho capito che così non era ho chiesto se me lo potesse mettere per iscritto, cosa che naturalmente non ha fatto, ha solo siglato con un no l'esame che non avrebbe fatto stamattina. Incredulo, ma soprattutto arrabbiato sono andato in sala prelievi, dove ho continuato a protestare, il caposala ha chiamato dunque la virologia per avere conferma e mi è stato detto che i due esami sono uguali quindi non c'era bisogno di fare il secondo per questo non viene erogato, rabbrividisco!

Il dottor Pasqua, più del presidente Occhiuto, capirà l'assurdità di tale affermazione, si tratta di due molecole diverse, entrambe imputate alla diagnosi specifica di una patologia molto grave. Ho provato allora a cercare il dottor Pasqua per avere ulteriori chiarimenti ma non è stato possibile trovarlo, ho parlato, inutilmente, ahimè, con l'URP (cosa avrebbero mai potuto dirmi) da lì mi hanno portato nell'ufficio ALPI (perché?) dove una signora molto gentile ha chiamato la primaria di virologia che ha ripetuto semplicemente che questo esame non è erogato.

Purtroppo non era la prima volta che mi succedeva qualcosa del genere, ora sono stanco di tacere e di dire tanto le cose vanno così, specie sentendo i continui proclami che lei signor Presidente fa su quanto sia migliorata la sanità in Calabria. Ora basta! Noi malati abbiamo il diritto alle cure, alle diagnosi, abbiamo una dignità e non possiamo essere sbeffeggiati e presi in giro né da un’operatrice CUP né tantomeno da un medico che ci dice una cosa per un'altra, diteci la verità: tutto gira intorno ai soldi! Sono uscito dall'ospedale e sono andato a fare l'esame al Biocontrol dove ho pagato 132€ che non avevo, tant'è che ho dovuto usare una carta di credito e intanto capire come fare per pagare.

Meglio avrei fatto forse a prendere un treno, andare fuori regione, fare l'esame in esenzione come mi spettava e farlo addebitare alla nostra sanità, peccato che io non sia nelle condizioni fisiche di farlo e che non possa perdere altri giorni di lavoro per farlo. Spero rispondiate a questa pec, non tanto perché io abbia voglia di sentire qualche frase di circostanza, quanto perché almeno significherà che avrete letto e sarete entrati a conoscenza del problema.

Come vengono scelti gli esami da mettere nel nomenclatore e quelli da escludere? Esiste un comitato scientifico che decide o sono solo i ragionieri a farlo? Non mi scuso per la lunghezza di questa pec, io ho perso molto più tempo di quanto voi o chi per voi ne potrà perdere a leggerla... Pretendo diritti e dignità per ogni cittadino e ogni malato della nostra regione, non siamo numeri, non siamo meno italiani degli altri, siamo persone che ogni giorno soffrono, combattono, lavorano e non mollano e pretendo io per tutti rispetto. Sappiate amministrare quello che avete tra le mani con la dedizione del buon padre famiglia e siate capaci di compassione per le persone. Con rispetto per le vostre cariche porgo i più cordiali saluti
Lettera Firmata