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17/10/2026 ore 10.06
Sanità

Accolta la richiesta cautelare dei caregiver contro l’Asp di Cosenza. Napolitano: «Dietro le carte ci sono persone in ventilazione assistita»

Al centro del ricorso la riorganizzazione dell’Adi ad alta intensità. Le famiglie denunciano comunicazioni sul cambio di operatori anche dopo la decisione del giudice e ritardi nei fondi per la non autosufficienza. Nuova udienza il 18 novembre

di Antonio Alizzi

Il Tar Calabria ha confermato la tutela cautelare chiesta da un gruppo di famiglie e caregiver contro la riorganizzazione dell’assistenza domiciliare integrata ad alta intensità decisa dall’Asp di Cosenza. La vicenda tornerà davanti al giudice amministrativo il 18 novembre, insieme agli altri ricorsi sulla stessa riorganizzazione. A denunciare la situazione è l’associazione Caregiver Familiari Uniti, che segnala anche ritardi nell’accesso ai fondi per la non autosufficienza.

Il ricorso al Tar

Al centro della contestazione c’è la delibera aziendale n. 1074 del 28 luglio 2026. Secondo le famiglie, la riorganizzazione rischia di compromettere la continuità delle cure e il rapporto con gli operatori che seguono i pazienti.

Francesco Napolitano, referente provinciale di Cfu, riferisce di aver chiesto ad agosto un confronto urgente con l’Azienda sanitaria e di aver poi trasmesso una diffida e un esposto all’Asp e alla Regione. Non avendo ottenuto il ritiro del provvedimento, un gruppo di famiglie si è rivolto al Tar Calabria, sede di Catanzaro, assistito dall’avvocato Andrea Delmorgine del Foro di Cosenza.

Disabilità gravissima, al via avvisi pubblici per assegni di cura in tutti gli ambiti sociali

Il ricorso pone al centro la tutela della salute dei pazienti, la continuità assistenziale e la libertà di scelta del soggetto erogatore, nei limiti previsti dalla disciplina del servizio sanitario. Il Tar ha disposto una prima sospensione cautelare d’urgenza, prima del contraddittorio con l’amministrazione. All’udienza del 2 ottobre la tutela cautelare è stata confermata.

Le comunicazioni dopo la decisione

Secondo quanto segnalato dalle famiglie, dopo l’intervento del giudice gli uffici distrettuali avrebbero continuato a inviare comunicazioni sulla cessazione dei servizi con i precedenti erogatori e sul subentro di nuovi soggetti. La difesa contesta queste comunicazioni e chiede il rispetto delle misure cautelari. L’avvocato Delmorgine ha avviato diffide per salvaguardare l’assistenza in corso.

«Dietro le carte ci sono persone in ventilazione assistita, malati gravissimi e nuclei familiari allo stremo», afferma Napolitano.

I fondi per la non autosufficienza

L’associazione segnala inoltre problemi nell’accesso agli interventi finanziati dal Fondo nazionale per le non autosufficienze, gestiti dagli Ambiti territoriali sociali: ritardi nella pubblicazione dei bandi, differenze tra territori e richieste ripetute di certificazioni. Napolitano richiama dichiarazioni pubbliche dell’onorevole Straface secondo cui le risorse sarebbero state trasferite agli Ambiti a maggio e annuncia la valutazione di ulteriori iniziative.

Le famiglie chiedono tempi certi, procedure più semplici, continuità delle prestazioni e un confronto con chi assiste ogni giorno una persona non autosufficiente.