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02/10/2026 ore 09.16
Sanità

Cosenza, da ieri il 118 lavora con personale misto. Guccione: «Si rischia la paralisi»

Da ieri 243 operatori sono transitati ad Azienda Zero, mentre 203 sono rimasti nell’Asp: l’esponente democtat chiede chiarezza su turni, mezzi e gestione del servizio e lancia l’allarme sulla protesta delle associazioni di volontariato

di Redazione

«Da ieri, 1° ottobre 2026, il 118 di Cosenza lavora con personale misto: da una parte chi è passato ad Azienda Zero, che ha assunto la funzione di urgenza ed emergenza, dall'altra chi non è transitato ed è rimasto dipendente dell'Asp di Cosenza. Una situazione che crea maggiore confusione nella gestione del servizio». Lo evidenzia Carlo Guccione, componente della Direzione Nazionale del Pd, in una nota.

«I numeri, ad oggi, parlano chiaro: su un totale di 446 persone, compreso il 112 di Catanzaro, sono passate ad Azienda Zero 243 persone, mentre ne sono rimaste in Asp 203. Quasi una metà del personale ha quindi scelto di non transitare. Come può essere gestito un servizio di urgenza ed emergenza con dipendenti di aziende diverse? Chi risponde a chi? Chi organizza turni, ferie, sostituzioni?» si chiede l’esponente democrat.

«Per ragioni giuridiche ed economiche, questa convivenza rischia di generare conflitti e disservizi – afferma ancora -. Chi è rimasto nell'Asp resta formalmente suo dipendente, in una condizione di "dipendenza funzionale" da Azienda Zero. Ma la stessa Asp di Cosenza ha ceduto ad Azienda Zero la funzione di gestione del 118. Questo personale, dunque, dovrà essere ricollocato in altre funzioni. Dove, come e con quali garanzie, nessuno lo ha ancora spiegato».

«Sembra di assistere a una gestione di dilettanti allo sbaraglio – attacca Guccione -. Lo dimostra anche la protesta delle associazioni di volontariato a supporto del 118, che più volte hanno manifestato sotto la sede dell'Asp di Cosenza. Dopo il fallimento dell'ultimo tavolo, alcune hanno annunciato il recesso dalla convenzione e la sospensione del servizio di supporto. Contestano modifiche introdotte unilateralmente e rimborsi che coprirebbero al massimo l'80 per cento delle spese sostenute».

«Se il recesso dovesse estendersi, avremmo la paralisi di un servizio che già prima non era in grado di garantire tempi di soccorso conformi alle norme, in area urbana ed extraurbana. A rischio ci sono l'incolumità e la vita dei cittadini. Chiediamo alla Regione e ai vertici di Azienda Zero e dell'Asp di Cosenza chiarezza immediata – chiude l’esponente del Partito Democratico -. Quanti operatori sono realmente in servizio, con quali turni e quali mezzi, e come si intende evitare che le ambulanze restino ferme. Sulla salute dei calabresi non si può improvvisare».

Cosenza, ambulanze davanti all’Asp: le associazioni del 118 chiedono una nuova convenzione | VIDEO