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08/01/2022 ore 09.56
Sanità

Covid, il caso di Luzzi dove non si possono chiudere le scuole per una sentenza del Tar

Umberto Federico, primo cittadino del comune cosentino, commetterebbe un illecito nonostante 36 casi acclarati di positività tra studenti under 18: «Serve un intervento sovrastrutture»
di Salvatore Bruno

È iniziato ieri il valzer delle ordinanze di chiusura delle scuole in tutta la Calabria, emanate dai sindaci, preoccupati per l’esplosione del contagio da Covid 19. Con il ritorno alla didattica a distanza si cerca di mettere un freno alla circolazione del coronavirus, in contrasto però con le linee guida del Governo nazionale, determinato nel mantenere le attività scolastiche in presenza, a meno di situazioni di eccezionale gravità. Per questo tutti i provvedimenti assunti in queste ore dai primi cittadini sono esposti a sospensione da parte del Tar, come del resto già avvenuto in passato.

Scuola e Covid, il caso di Luzzi

Il precedente più immediato è quello relativo al municipio di Luzzi. Il sindaco Umberto Federico aveva sospeso le lezioni in aula quando nel comune a dicembre in concomitanza con un focolaio tale da far finire il territorio comunale in zona arancione. Ma l’ordinanza è stata resa inefficace pochi giorni dopo dal Tribunale Amministrativo. «Attualmente ho 36 casi acclarati di contagio tra studenti under 18 – afferma il primo cittadino di Luzzi raggiunto telefonicamente – ma non posso reiterare l’ordinanza di chiusura delle scuole anche se ne ravviso la necessità: commetterei un illecito giudiziario di cui dovrei pagare personalmente le conseguenze. Occorre invece un deciso intervento sovracomunale in tal senso. Solo la Regione ha le carte in regola per assumere una direzione unitaria».