“Curare sul posto”, il Comitato La Cura esulta: rilancio della legge popolare per gli ospedali di montagna
Incontro allo Jure Café di San Giovanni in Fiore: focus sulla proposta per Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli. Morrone: superate 1.500 firme
Non una semplice assemblea, ma un passaggio di mobilitazione che il Comitato La Cura definisce decisivo per rimettere la sanità delle aree interne al centro del dibattito regionale. L’iniziativa “Curare sul posto”, svoltasi ieri pomeriggio allo Jure Café di San Giovanni in Fiore, viene archiviata dagli organizzatori come un successo, per partecipazione e contenuti, attorno alla proposta di legge regionale di iniziativa popolare già depositata in Consiglio regionale.
La legge dal basso per quattro ospedali di area montana
Il cuore della mobilitazione è la proposta di riqualificazione degli ospedali montani di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli. Per il Comitato La Cura si tratta di un progetto “dal basso” che punta a ripristinare il diritto alla salute delle comunità montane, ritenute penalizzate da anni di tagli e scelte che hanno prodotto, secondo il testo, desertificazione sanitaria e spopolamento.
Laino: «Aree montane penalizzate dai tagli del Piano di rientro 2010»
Il medico Tullio Laino, estensore della proposta, ha ricordato che le aree montane calabresi sarebbero state le più colpite dai tagli del Piano di rientro avviato nel 2010. Nel suo intervento ha illustrato l’impianto della legge, che prevede l’istituzione di un’unica Azienda ospedaliera per la gestione coordinata dei quattro presìdi e la loro trasformazione in spoke, con l’attivazione di reparti ritenuti fondamentali: Chirurgia generale, Pediatria e Cardiologia con possibilità di angioplastica. Obiettivo dichiarato: garantire servizi essenziali nei territori interni e superare la frammentazione attuale.
Brisinda: «Fallimento della rete Hub e Spoke, va rafforzata l’assistenza nei monti»
Il professor Giuseppe Brisinda, chirurgo del Policlinico universitario Gemelli, ha portato un contributo di taglio scientifico, richiamando dati che, secondo quanto riferito, certificano il fallimento della rete Hub e Spoke in Calabria. Per Brisinda, l’idea che il trasferimento del paziente basti a garantire tutela sanitaria si sarebbe rivelata inadeguata: tempi di percorrenza, orografia e carenza di servizi rendono necessario rafforzare l’assistenza nei territori montani, soprattutto per le urgenze tempo-dipendenti.
Sapia, Allevato, Iaquinta: sostegno e appello alle forze politiche
È intervenuto anche Francesco Sapia, già deputato e già componente della Commissione Sanità della Camera, che ha ripercorso iniziative svolte negli anni e ha dichiarato il sostegno dell’associazione Schierarsi alla proposta di legge.
L’intellettuale Riccardo Allevato ha ribadito che la soluzione è la cura sul posto, concetto rilanciato anche dal docente Giovanni Iaquinta, che ha invitato tutte le forze politiche a sottoscrivere la proposta e a chiudere, parole del testo, una stagione di abbandono dei territori montani.
In sala anche il sindaco di Caccuri. Morrone: «Superate 1.500 firme»
Tra i presenti, viene segnalato il sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, che ha portato un saluto e la vicinanza istituzionale. Il giornalista Emiliano Morrone ha comunicato che sono già state superate le 1.500 firme raccolte negli altri territori coinvolti. E ha lanciato un monito: senza una mobilitazione generale, anche delle forze politiche, la sanità pubblica nelle aree montane non avrebbe futuro. Le comunità interne, ha detto, non possono essere trattate peggio per criteri meramente econometrici e ragionieristici. «Questa è l’ultima chiamata per le comunità di montagna», ha rimarcato. Il Comitato La Cura ringrazia relatori, cittadini intervenuti e chi sta contribuendo alla raccolta firme.