Sezioni
19/06/2026 ore 12.54
Sanità

Cure oncologiche a Corigliano-Rossano, Scutellà incalza la Regione sulle criticità dello spoke

La capogruppo M5S presenta un’interrogazione: carenza di personale formato per PICC e port, timori per la continuità delle terapie

di Redazione

Le cure oncologiche a Corigliano-Rossano finiscono al centro di un’interrogazione regionale del Movimento 5 Stelle. La capogruppo in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, chiede alla Regione Calabria di intervenire con urgenza sulle criticità segnalate nello spoke cittadino, dove la carenza di personale infermieristico formato rischierebbe di incidere sulla continuità dei trattamenti.

Il nodo riguarda, in particolare, l’impianto e la gestione di PICC e port, dispositivi utilizzati nei percorsi di somministrazione delle terapie chemioterapiche. Una situazione che, secondo Scutellà, potrebbe costringere alcuni pazienti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie, con conseguenti disagi, costi aggiuntivi e possibili ritardi nelle cure.

Cure oncologiche, l’allarme di Scutellà

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle richiama l’attenzione sulla condizione dei pazienti più fragili e sulla necessità di garantire percorsi terapeutici senza interruzioni.

«Non possiamo accettare che i pazienti oncologici siano costretti a subire ulteriori ostacoli e disagi a causa delle criticità organizzative del sistema sanitario regionale. Quanto sta emergendo presso lo spoke di Corigliano-Rossano desta forte preoccupazione e richiede un intervento immediato della Regione Calabria», afferma Elisa Scutellà.

La capogruppo M5S ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulle difficoltà che starebbero interessando l’assistenza oncologica nel presidio di Corigliano-Rossano, chiedendo alla Giunta regionale di indicare quali iniziative intenda adottare.

Il problema del personale formato per PICC e port

Secondo le segnalazioni richiamate da Scutellà, la criticità principale riguarderebbe la carenza di personale infermieristico adeguatamente formato per l’utilizzo e la gestione dei dispositivi necessari alla somministrazione delle cure.

«Secondo le segnalazioni ricevute – spiega Scutellà – la carenza di personale infermieristico adeguatamente formato per l’impianto e la gestione di PICC e port, dispositivi fondamentali per la somministrazione delle terapie chemioterapiche, rischia di compromettere la continuità delle cure. Una situazione che potrebbe costringere molti pazienti a rivolgersi ad altre strutture sanitarie, con inevitabili disagi, maggiori costi, possibili ritardi nei trattamenti e una grave penalizzazione per chi già affronta un percorso terapeutico particolarmente delicato».

Per la consigliera regionale, il rischio è che le difficoltà organizzative ricadano direttamente su persone già impegnate in percorsi terapeutici complessi, per le quali tempi, continuità e prossimità delle cure rappresentano elementi decisivi.

Le altre criticità nello spoke cittadino

Scutellà collega il caso dell’assistenza oncologica a un quadro più ampio di difficoltà che continuerebbe a interessare i presidi cittadini. Nel testo vengono richiamate le carenze di personale che riguardano diversi reparti e servizi.

Tra le criticità segnalate figurano la mancanza di anestesisti, con il rischio di paralisi delle sale operatorie, e la situazione di Pediatria, dove si teme un progressivo ridimensionamento, fino all’ipotesi più grave del mantenimento della sola attività ambulatoriale.

«Non è ammissibile che proprio i pazienti più fragili siano esposti al rischio di interruzioni o rallentamenti nei percorsi terapeutici», sottolinea la capogruppo del Movimento 5 Stelle.

L’interrogazione alla Regione Calabria

Con l’interrogazione, Scutellà chiede alla Giunta regionale se sia pienamente a conoscenza delle criticità presenti nello spoke di Corigliano-Rossano e quali iniziative urgenti intenda mettere in campo per assicurare le cure oncologiche.

La consigliera sollecita inoltre l’attivazione di misure capaci di garantire la piena funzionalità dei servizi nelle more del completamento delle procedure di reclutamento del personale. L’obiettivo è evitare che le difficoltà legate agli organici producano ricadute immediate sui pazienti e sulla continuità dei trattamenti.

«Servono risposte immediate per evitare che i pazienti siano costretti a migrare verso altri ospedali per ricevere prestazioni essenziali. La tutela della salute deve tradursi in atti concreti, soprattutto quando in gioco ci sono cure salvavita e la dignità delle persone», conclude Elisa Scutellà.