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05/11/2026 ore 10.15
Sanità

Elisoccorso a rischio in Calabria, Madeo lancia l’allarme: «Se l’Asp non paga, Elitaliana può fermarsi»

La società che gestisce il servizio avrebbe comunicato ad Asp di Cosenza e Regione di non poter continuare ad anticipare le spese. Rosellina Madeo: «Si trovino subito i fondi, l’ultima fattura pagata risalirebbe a febbraio»

di Redazione

In una regione lunga, stretta e attraversata da vaste aree interne e montuose, l’elisoccorso non è un servizio accessorio. È spesso il mezzo che può fare la differenza quando i minuti diventano decisivi.

Ed è proprio su questo fronte che arriva l’allarme dell’avvocata Rosellina Madeo, che denuncia il rischio di una interruzione del servizio qualora non vengano sbloccati i pagamenti dovuti alla società che lo gestisce.

Secondo quanto riferisce Madeo, Elitaliana avrebbe inviato una comunicazione formale all’Asp di Cosenza e alla Regione Calabria spiegando di non poter più sostenere per un tempo indefinito l’anticipazione dei costi necessari a mantenere operativo il servizio.

«L’ultima fattura regolarmente pagata alla società risale a febbraio 2026», sostiene Madeo, secondo la quale sarebbero ormai oltre otto mesi che il gestore anticipa risorse per carburante, personale specializzato, manutenzione degli aeromobili e attività ordinaria e straordinaria.

La cifra reclamata, sempre secondo quanto riportato nella nota, sfiorerebbe i 10 milioni di euro.

Un servizio essenziale per una regione difficile da attraversare

Madeo lega il problema dei pagamenti a quello più ampio dell’emergenza-urgenza calabrese.

«L’elisoccorso assume un’importanza ancora più rilevante», sottolinea, richiamando le difficoltà che ancora caratterizzano in diversi territori il servizio delle ambulanze e soprattutto la capacità di raggiungere rapidamente le aree più isolate.

La Calabria dispone di quattro basi di elisoccorso, distribuite tra Cosenza, Lamezia Terme, Locri e Cirò Marina. Il servizio, negli ultimi anni, è stato interessato anche da una complessa riorganizzazione amministrativa e finanziaria, con il trasferimento di competenze e procedure di pagamento verso l’Asp di Cosenza.

Ed è proprio sul nodo finanziario che ora si concentra la protesta.

«Non si può chiedere a un privato di finanziare indefinitamente un servizio pubblico»

Il punto sollevato da Madeo è semplice: una società privata non può continuare a sostenere con risorse proprie, senza una scadenza certa, i costi di un servizio pubblico essenziale.

Da qui la richiesta rivolta sia all’Asp sia alla Regione: reperire immediatamente le somme necessarie e garantire continuità all’elisoccorso.

Madeo inserisce poi la vicenda in una critica più ampia alle priorità della politica regionale, richiamando le iniziative annunciate per incentivare il ripopolamento dei borghi interni.

La provocazione è diretta: «Forse le case vengono regalate perché nessuno vorrebbe vivere in un borgo dove, se ti senti male, l’ambulanza rischia di arrivare dopo che si è verificato il peggio mentre l’elisoccorso, stando così le cose, non arriverebbe proprio».

La richiesta: «Si trovino subito i fondi»

«Asp di Cosenza e Regione trovino i fondi necessari, tra l’altro già pattuiti prima di avviare il servizio, per garantire l’attività di soccorso».

Sul tema dei pagamenti, peraltro, esistono già atti pubblici che mostrano come la gestione economica dell’elisoccorso sia stata negli ultimi anni un capitolo rilevante e complesso per la sanità calabrese: nel solo trimestre marzo-maggio 2026 risultavano liquidazioni per oltre 5 milioni di euro relative al servizio regionale.

L’allarme lanciato da Madeo riporta quindi al centro una questione essenziale: garantire continuità a un presidio di emergenza che, in molte aree della Calabria, rappresenta l’unico modo per accorciare davvero le distanze.