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05/08/2026 ore 14.56
Sanità

Emergenza 118 nel Cosentino, le associazioni del volontariato denunciano: «Sistema al collasso»

Le organizzazioni convenzionate con il servizio di emergenza-urgenza chiedono un intervento immediato. Contestati i criteri di gestione della Centrale, i rimborsi economici, il ruolo della società incaricata della rendicontazione e il mancato confronto con le istituzioni. Concessi cinque giorni per una risposta prima di valutare azioni legali

di Emilia Canonaco

Un duro esposto indirizzato al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, al direttore generale dell'ASP di Cosenza Vincenzo De Salazar, ai vertici della Centrale Operativa 118, ad Azienda Zero e, per conoscenza, all'Assessorato regionale alla Salute. Le associazioni di volontariato convenzionate con il servizio di emergenza territoriale 118 denunciano una situazione che definiscono ormai «insostenibile» e chiedono un intervento urgente delle istituzioni.

Al centro della segnalazione vi è l'organizzazione del servizio di emergenza nella provincia di Cosenza. Secondo le associazioni, le ambulanze verrebbero frequentemente inviate a coprire interventi molto lontani dalla propria postazione, con il risultato di aumentare i tempi di percorrenza e lasciare temporaneamente scoperti interi territori. Una gestione che, sostengono i firmatari, renderebbe sempre più difficile rispettare gli standard previsti per gli interventi di emergenza e inciderebbe direttamente sulla sicurezza dei cittadini.

Un altro punto evidenziato riguarda la tutela degli operatori. Le associazioni denunciano un aumento degli episodi di aggressione verbale e fisica nei confronti di soccorritori e volontari, attribuendolo al malcontento dei cittadini per i ritardi nei soccorsi. «Gli equipaggi – sostengono – si trovano a subire le conseguenze di decisioni organizzative sulle quali non hanno alcuna responsabilità».

Nell'esposto si affronta anche il tema del ruolo delle organizzazioni del Terzo Settore. Secondo i rappresentanti delle associazioni, il volontariato sarebbe ormai impiegato non più come supporto al sistema sanitario, ma come elemento indispensabile per sopperire alle carenze di personale e di mezzi dell'ASP, arrivando spesso a garantire servizi e coperture che, a loro giudizio, dovrebbero essere assicurati direttamente dall'Azienda sanitaria.

Ampio spazio viene dedicato anche agli aspetti economici della convenzione. Le associazioni contestano l'introduzione, successiva alla firma degli accordi, di criteri di rendicontazione e rimborso ritenuti difformi rispetto a quanto sottoscritto. Nel mirino finisce anche la società Sustineo, incaricata della verifica delle rendicontazioni, accusata di aver introdotto limiti ai rimborsi per carburante, dispositivi medici, personale e ammortamento dei mezzi, con conseguenze che, secondo i firmatari, metterebbero a rischio la sostenibilità economica delle organizzazioni.

Tra le criticità segnalate figurano inoltre il mancato riconoscimento dei costi effettivamente sostenuti, l'assenza di adeguamenti ai rincari dei carburanti, il mancato rimborso dei mezzi sostitutivi obbligatori e l'insufficienza dei budget previsti per il personale, anche in relazione a ferie, malattie, straordinari e trattamento di fine rapporto.

Le associazioni lamentano inoltre la mancata convocazione dei tavoli tecnici che, secondo quanto riferiscono, erano stati annunciati al momento della sottoscrizione della convenzione per monitorare l'avvio del nuovo sistema organizzativo. Un confronto che, a loro dire, non sarebbe mai stato avviato nonostante le numerose segnalazioni inoltrate nel corso dei mesi.

Nel documento vengono avanzate richieste precise: il ripristino del principio di territorialità negli interventi del 118, maggiori tutele per gli operatori, il potenziamento del personale e dei mezzi aziendali, il rispetto degli accordi economici sottoscritti, la revisione dei criteri di rendicontazione contestati e la convocazione urgente di un tavolo istituzionale tra Regione, ASP, Azienda Zero, Centrale Operativa e rappresentanti delle associazioni.

Le organizzazioni firmatarie concludono l'esposto diffidando gli enti destinatari ad intervenire entro cinque giorni. In assenza di risposte concrete, annunciano di essere pronte ad intraprendere le iniziative ritenute opportune nelle sedi competenti e a valutare anche il recesso dalla convenzione per quello che definiscono un grave inadempimento, nell'intento dichiarato di tutelare sia la sopravvivenza delle associazioni sia la continuità del servizio di emergenza-urgenza sul territorio.