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15/09/2026 ore 16.45
Sanità

Emergenza 118, Rifondazione Comunista: «Basta silenzio, subito un tavolo regionale»

Il partito sostiene la mobilitazione delle associazioni del 118 a Cosenza e chiede alla Regione Calabria e all’Asp di intervenire su rimborsi, costi operativi e clausole contrattuali. Perrone: «A rischio la tenuta dei soccorsi»

di Redazione

Rifondazione Comunista Calabria si schiera al fianco delle associazioni del 118 impegnate nella mobilitazione davanti alla sede dell’Asp di Cosenza, in viale degli Alimena, e chiede l’apertura immediata di un tavolo tecnico regionale sull’emergenza-urgenza.

A intervenire è Angelica Perrone, responsabile regionale sanità di Rifondazione Comunista Calabria, che parla di un settore «stremato» e denuncia una situazione che, a suo giudizio, sarebbe il risultato di anni di carenze gestionali e di progressivo impoverimento del servizio sanitario pubblico.

«È del tutto inaccettabile che chi garantisce un servizio essenziale e salvavita ventiquattr’ore su ventiquattro debba trovarsi di fronte al muro di gomma del silenzio istituzionale», afferma Perrone.

Al centro della protesta, secondo Rifondazione, ci sono soprattutto l’inadeguatezza dei rimborsi, la mancanza di una copertura reale dei costi operativi e l’incertezza sulle clausole contrattuali. Questioni che il partito considera tutt’altro che burocratiche, perché direttamente legate alla continuità del servizio e alla capacità di garantire i soccorsi sul territorio.

Da qui la richiesta alla Regione Calabria e alla direzione generale dell’Asp di Cosenza di «aprire ad horas il tavolo tecnico regionale richiesto dai promotori della protesta».

Rifondazione chiede inoltre un adeguamento delle risorse economiche destinate agli enti del Terzo Settore, maggiore chiarezza sulle condizioni contrattuali degli operatori e un piano straordinario di investimenti e assunzioni per rafforzare l’intera rete dell’emergenza-urgenza calabrese.

Il timore espresso nel comunicato è quello di un possibile blocco del servizio o di un recesso dalle convenzioni da parte dei soggetti coinvolti. In quel caso, sostiene Perrone, «le responsabilità politiche e morali ricadranno interamente su chi ha preferito ignorare le continue sollecitazioni dei referenti».

Il partito condivide infine l’appello rivolto ai sindaci dei Comuni interessati e alla cittadinanza affinché siano informati sui rischi legati a una possibile paralisi dei soccorsi.

«Saremo al fianco dei volontari, dei lavoratori e dei cittadini – conclude Perrone – per difendere la sanità pubblica e la dignità del lavoro».