Sanità, Stasi attacca la Regione sull’Emodinamica cancellata dalla rete ospedaliera di Corigliano-Rossano
Il sindaco contesta la nuova programmazione delle reti per l’infarto: «Nessuno studio e nessuna spiegazione per l’esclusione della città»
L’esclusione di Corigliano-Rossano dalla nuova programmazione regionale della rete per le sindromi coronariche acute accende un nuovo scontro politico sulla sanità calabrese. Il sindaco Flavio Stasi contesta le scelte contenute, secondo quanto riferisce, nella delibera approvata nel luglio 2026 e chiama direttamente in causa il presidente della Regione e commissario alla Sanità Roberto Occhiuto.
Al centro dell’intervento del primo cittadino c’è la Cardiologia interventistica, conosciuta anche come Emodinamica, fondamentale per il trattamento tempestivo dei pazienti colpiti da infarto.
«Sapete qual è l’unità che può salvare le vite in caso di infarto? La Cardiologia interventistica o Emodinamica», afferma Stasi, introducendo la propria contestazione sulle differenze tra la programmazione precedente e quella attuale.
«Nel 2024 era prevista anche a Corigliano-Rossano»
Secondo il sindaco, nella programmazione sanitaria del 2024 l’attivazione dell’Emodinamica sarebbe stata prevista negli ospedali di Paola, Corigliano-Rossano, Lamezia Terme e Vibo Valentia.
«Sapete che nel 2024, cioè prima delle elezioni, il governatore-commissario l’aveva prevista a Paola, Corigliano-Rossano, Lamezia Terme e Vibo? Indovinate cosa prevede, invece, la nuova delibera del luglio 2026?», domanda il primo cittadino.
Stasi sostiene che la nuova programmazione avrebbe eliminato la previsione riguardante Corigliano-Rossano senza rendere note le ragioni tecniche della scelta.
«Ciao ciao Emodinamica, senza uno studio, senza una spiegazione, esattamente come fatto per la Medicina nucleare al nuovo ospedale della Sibaritide», denuncia il sindaco.
Le valutazioni espresse da Stasi rappresentano una presa di posizione politica. Spetterà alla Regione chiarire le motivazioni e gli eventuali criteri sanitari, organizzativi e territoriali posti alla base della nuova programmazione.
Le critiche sul nuovo ospedale della Sibaritide
Il primo cittadino collega la vicenda dell’Emodinamica al dibattito sui servizi che saranno disponibili nel nuovo ospedale della Sibaritide. La critica riguarda in particolare la Medicina nucleare e la possibilità di effettuare la Pet direttamente nella futura struttura.
Emodinamica Corigliano Rossano, Madeo: «È cancellando i servizi che si vuole migliorare la sanità?»«Avremo speso 300 milioni di euro, più decine di milioni di euro l’anno per la gestione, l’ospedale più costoso d’Italia, ma un malato oncologico per fare una Pet dovrà continuare ad andare in Campania, Lazio, Emilia, e un infartuato deve vincere alla lotteria sperando di essere messo in tempo su un elicottero», sostiene Stasi.
Il sindaco denuncia quindi il rischio che la costruzione del nuovo presidio non sia accompagnata dall’attivazione di servizi specialistici ritenuti essenziali per ridurre i trasferimenti dei pazienti e garantire cure tempestive sul territorio.
Il riferimento a Gemona nel documento calabrese
Nel suo intervento Stasi solleva anche dubbi sul lavoro istruttorio che avrebbe preceduto la definizione della nuova rete per le sindromi coronariche acute. In particolare, segnala la presenza nel documento calabrese di un riferimento a Gemona, comune della provincia di Udine.
«Sapete quanto è stata approfondita l’analisi per la nuova rete SCA? Tantissimo, ma dalla Regione Friuli. Occhiuto il Friulano l’ha copiata: il documento calabrese prevede uno dei trasferimenti a Gemona, provincia di Udine. Ma non vi vergognate?», afferma il sindaco.
La presenza del riferimento indicato dal primo cittadino, qualora confermata nel testo definitivo, richiederebbe un chiarimento sulla predisposizione e sulla revisione del documento regionale.
L’attacco ad Azienda Zero
La contestazione si estende al modello organizzativo della sanità calabrese e al progetto di accentramento delle funzioni attraverso Azienda Zero. Secondo Stasi, questa impostazione allontanerebbe ulteriormente i servizi dai territori e renderebbe più difficile il controllo delle decisioni e della gestione.
«La sanità per l’attuale classe politica è un limone da spremere fino all’ultima goccia. Ecco perché, al posto di portare servizi sui territori, con lo scellerato progetto “Azienda Zero” vogliono continuare ad accentrare, creando centri di potere facili da gestire e difficili da controllare per la popolazione e per gli enti di controllo», dichiara.
Per il sindaco di Corigliano-Rossano, il progressivo indebolimento dell’offerta sanitaria pubblica non sarebbe dunque il risultato di difficoltà occasionali, ma l’effetto di precise scelte politiche e amministrative.
«In questi anni la sanità pubblica non è peggiorata, è stata smantellata volontariamente. Serve una sanità dei territori e vicina ai territori, non la sanità degli affari e degli appalti. Per realizzarla serve una nuova classe dirigente regionale», conclude Flavio Stasi.