L’emodinamica che non c’è, la polemica che taglia la provincia
Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e il consigliere comunale di Paola, Graziano Di Natale, hanno attaccato entrambi la Regione per l’assenza di un’unità considerata fondamentale: ecco cos'è e come funziona
Dallo Jonio al Tirreno, senza fermate intermedie. Se le linee ferroviarie non sono in grado di attraversare orizzontalmente la provincia di Cosenza (e neanche diverse strade), a riuscirci è stata l’ennesima polemica riguardante la sanità del territorio. Da Corigliano-Rossano a Paola, il piano della rete SCA pubblicato lo scorso 28 luglio ha tirato su un polverone di dimensioni immense portato alla luce dal sindaco Flavio Stasi e dal consigliere provinciale Graziano Di Natale. Merito, o colpa, dell’assenza dell’unità di emodinamica nei due centri nevralgici delle sponde cosentine.
Ospedale di Paola, l’Emodinamica tagliata fuori dal nuovo piano regionale della SCANella programmazione diffusa dalla Regione, infatti, sia l’ospedale di Corigliano-Rossano sia quello di Paola risultano privi dell’unità contrariamente all’Annunziata di Cosenza, all’Ospedale di Castrovillari (dove pure, lo scorso anno, c'era stata una manifestazione sull’argomento alla quale aveva partecipato anche il consigliere regionale Ferdinando Laghi) e alla Casa di Cura privata di Belvedere Marittimo, Tirrenia Hospital. Un’assenza che, accusa in particolare Di Natale, va giustificata dopo la promessa che il presidente Occhiuto aveva fatto alla città tirrenica in occasione della festa di San Francesco. Ma cos’è l’unità di emodinamica e perché fa così tanto discutere?
Emodinamica negli ospedali, cos'è e a cosa serve
Si tratta dell’unità operativa che si occupa di diagnosi e trattamento delle malattie cardiovascolari, il tutto però con procedure mini-invasive. Per spiegare in modo ancora più semplice, il trattamento più importante che si sviluppa nell’emodinamica è quello dell’infarto miocardico acuto, ovverosia una patologia che colpisce 140mila italiani ogni anno, 25mila dei quali muoiono prima di arrivare in ospedale. Una volta in reparto, però, i trattamenti di angioplastica frenano di molto la mortalità, che si attesta attorno al 4% circa. Trattamenti che avvengono nell’unità di emodinamica e che devono essere effettuati il più rapidamente possibile.
Ma non c’è solo questo, perché il centro di tutto il lavoro prodotto dalle unità di emodinamica riguarda in generale il cateterismo cardiaco. Si tratta di una tecnica che permette di individuare, tramite un piccolo accesso dal polso o dall’inguine, di visualizzare le condizioni delle coronarie attraverso, per esempio, la coronarografia, che si utilizza soprattutto per diagnosticare la presenza e l’estensione di malattie che riguardano quella parte del corpo. Un'unità che, in poche parole, permetterebbe di salvare ancora più vite.