FSI-USAE denuncia «disorganizzazione e criticità gravi» nel nuovo sistema 112 della Calabria
Il segretario territoriale Claudio Gentile accusa: «Rete dell’emergenza in affanno, personale disorientato e nomine irregolari». Il sindacato chiede trasparenza, confronto e pieno coinvolgimento delle RSU
La FSI-USAE, attraverso la Segreteria territoriale di Cosenza, interviene con un duro comunicato sullo stato del sistema di emergenza-urgenza in Calabria, definendolo un modello «in affanno, disorganizzato e lontano dagli standard necessari per garantire un servizio efficiente alla popolazione». Il segretario territoriale, Claudio Gentile, parla apertamente di una situazione «che richiede una riflessione seria e immediata».
Gentile rimarca come «nella provincia di Cosenza la spesa sanitaria sia la più elevata dell’intera regione», eppure – osserva – gli ingenti fondi regionali, nazionali e PNRR destinati al potenziamento dell’assistenza territoriale «non hanno prodotto i risultati attesi». Secondo il sindacato, le risorse della Missione 6 del PNRR, finalizzate a Case e Ospedali di Comunità e a una maggiore integrazione tra servizi sanitari e digitali, «avrebbero dovuto risolvere criticità strutturali e operative», ma la realtà è ben diversa.
«Le criticità sono imputabili a chi ha organizzato la rete dell’emergenza-urgenza negli ultimi anni» afferma Gentile, denunciando la mancanza di visione e la costruzione di «un sistema che fa acqua da tutte le parti». Il personale sarebbe «stremato, confuso e privo di indicazioni chiare» sulla riorganizzazione prevista da Azienda Zero, mentre le rassicurazioni ricevute «non hanno dissipato i dubbi».
La nascita del nuovo sistema regionale, basato sull’attivazione del numero unico 112 e delle sale operative di Cosenza e Catanzaro, viene descritta come «un processo gestito più sul piano dell’immagine che su quello organizzativo». Secondo il segretario FSI-USAE, «si è inaugurato ciò che non era ancora pronto», generando disfunzioni interne e scollamento con gli operatori coinvolti nella trasformazione.
Gentile segnala inoltre criticità specifiche della sala operativa 112 di Cosenza: «Si riscontra un esubero di 60-62 unità infermieristiche rispetto alle 45 previste in pianta organica». Parte di questo personale sarebbe utilizzata «esclusivamente per attività di sala e per l’inserimento dei flussi informativi», riducendo la forza disponibile per i mezzi di soccorso e per la gestione dell’emergenza territoriale.
Nel comunicato vengono sollevate anche questioni relative all’impiego del personale medico: «Ci vengono riferiti trasferimenti non chiari e l’assegnazione di medici in sala operativa, depotenziando la PET e congestionando i pronto soccorso». Il sindacato definisce «anomale e prive di base contrattuale» le nomine dei cosiddetti capiturno, figure non previste nei contratti collettivi e «spesso in conflitto con la responsabilità medica della sala».
Gentile denuncia inoltre la presenza di coordinatori infermieristici «nominati in modo improprio e senza procedure trasparenti», figure già oggetto di revoca ma ancora in servizio. «Il personale è mal utilizzato» afferma, richiedendo una piena valorizzazione della figura dell’«autista-soccorritore», ritenuta essenziale nella catena dell’emergenza e nella gestione integrata tra sala, ambulanze e pronto soccorso.
Sul fronte sindacale, la critica è netta: «Le organizzazioni sindacali devono essere convocate tutte, non solo alcune», sostiene Gentile in riferimento alla recente riunione di Azienda Zero. Essendo in corso «una macro-riorganizzazione con cessione di ramo d’azienda», FSI-USAE ritiene necessario che la RSU venga nuovamente eletta all’interno della nuova azienda: «I delegati eletti nelle Asp e nelle Ao possono esercitare il loro ruolo solo nelle aziende di origine».
«Evitare discriminazioni, accordi affrettati e decisioni non condivise» è, secondo Gentile, un passaggio imprescindibile per garantire correttezza amministrativa e tutela dei lavoratori. Il sindacato sollecita quindi «una trattativa ampia, trasparente e inclusiva» che coinvolga tutte le sigle e tutte le RSU, per costruire un sistema di emergenza realmente efficiente e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini.
«La Calabria ha diritto a una buona sanità» conclude Gentile. «E il buon funzionamento dell’emergenza-urgenza passa dal rispetto delle regole, dalla valorizzazione delle professionalità e da un confronto sindacale vero, senza esclusioni».