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31/07/2026 ore 08.35
Sanità

Guccione: «Case e Ospedali di Comunità senza personale, il PNRR rischia di fallire»

L'esponente della Direzione nazionale del Pd denuncia l'assenza di un piano assunzionale e punta il dito anche sul caso della Casa della Salute di San Marco Argentano: «Nel Piano di rientro è indicata come completabile entro il 2026, ma il finanziamento è stato definanziato»

di Redazione

Le nuove Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità finanziati con le risorse del PNRR rischiano di trasformarsi in «cattedrali nel deserto» se non verrà avviato un piano straordinario di assunzioni. A sostenerlo è Carlo Guccione, componente della Direzione nazionale del Partito Democratico, che denuncia l'assenza di una programmazione del personale necessario a rendere operative le nuove strutture sanitarie previste in Calabria.

Secondo Guccione, l'applicazione degli standard fissati dal Decreto ministeriale 77 del 2022 richiederebbe un incremento della spesa per il personale pari a circa 19,5 milioni di euro e l'assunzione di 504 infermieri, oltre alle altre figure professionali previste dalla normativa.

«Perché non sono stati banditi i concorsi necessari? Perché non sono state stanziate le risorse indispensabili per rendere operative queste strutture?», si chiede l'esponente dem.

Nel dettaglio, gli standard previsti per gli Ospedali di Comunità comprendono personale infermieristico dedicato, operatori socio-sanitari, professionisti della riabilitazione e la presenza di medici, oltre alla copertura dell'assistenza infermieristica sulle 24 ore. Per le Case di Comunità, invece, il decreto ministeriale impone l'attivazione di tutti i servizi previsti per le strutture Hub e Spoke.

Secondo Guccione, senza il personale necessario il rischio è che le opere realizzate con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza restino inutilizzate, con la possibilità che la Commissione europea contesti il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dal PNRR.

L'esponente del Pd richiama inoltre il caso della Casa della Salute di San Marco Argentano. Nel Piano di rientro 2026-2028, osserva, l'intervento risulta ancora indicato con una data di conclusione dei lavori fissata al 31 dicembre 2026, nonostante – sostiene – il finanziamento di oltre 8,1 milioni di euro destinato all'opera sia stato definanziato.

«È paradossale – afferma Guccione – che un documento approvato dalla Giunta regionale e trasmesso ai ministeri della Salute e dell'Economia indichi il completamento di un'opera entro cinque mesi quando il relativo finanziamento non esiste più».

Per il dirigente democratico, la vicenda evidenzierebbe «caos amministrativo e confusione nella programmazione sanitaria regionale», mentre le risorse, sostiene, continuerebbero a essere destinate al riequilibrio dei bilanci anziché al rafforzamento dei servizi sanitari e dei Livelli essenziali di assistenza.

Infine, Guccione critica l'azione del presidente della Regione Roberto Occhiuto, sostenendo che la comunicazione istituzionale non rispecchi la situazione della sanità calabrese e richiamando alcuni indicatori, come l'aumento della mortalità evitabile, della mortalità infantile e la riduzione dell'aspettativa di vita, che a suo giudizio confermerebbero le difficoltà del sistema sanitario regionale.