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15/10/2026 ore 14.00
Sanità

I dieci minuti che fanno la differenza tra la vita e la morte | VIDEO

A Cosenza le attività di divulgazione e addestramento per il corretto utilizzo del defibrillatore e l’esercizio del massaggio cardiaco in caso di emergenza

di Salvatore Bruno

Anche i ragazzi delle scuole cittadine sono stati coinvolti dal Dipartimento di emergenza urgenza dell’Azienda Ospedaliera, nelle attività di divulgazione e formazione promosse anche a Cosenza, nell’ambito della settimana nazionale per la rianimazione cardiopolmonare.

Dieci minuti decisivi

La tempestività dell’intervento in presenza di un improvviso arresto cardiaco, è fondamentale per stimolare la ripresa del battito nei minuti cruciali che separano l’evento traumatico dall’arrivo dei soccorritori specializzati. Per questo occorre che ognuno di noi conosca e sia in grado di poter mettere in pratica, le tecniche di respirazione bocca a bocca e di esercizio del massaggio cardiaco. O ancora, nel caso sia disponibile nelle immediate vicinanze, sia capace di mettere correttamente in funzione un defibrillatore. «Il dipartimento di emergenza-urgenza dell’ospedale di Cosenza – ha spiegato il direttore Andrea Bruni – fa parte del team nazionale incaricato di organizzare questa manifestazione. Avevamo quindi il dovere di scendere in piazza e divulgare queste conoscenze ai cittadini, agli studenti, a tutte quelle categorie interessate nell’apprendere le manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’imparare a utilizzare il defibrillatore. I primi dieci minuti dopo un arresto cardiocircolatorio – ha poi ricordato l’anestesista - rappresentano il confine tra la vita e la morte. Sono il tempo utile per consentire a chiunque abbia le capacità di saperlo fare, di poter salvare una vita. Dati di letteratura medico-scientifica dimostrano che anche giovani studenti, adolescenti di 12-13 anni di età, sono in grado di poter prestare le prime manovre rianimatorie, di poter attivare i soccorsi».

Tre passaggi fondamentali 

In caso di sospetto arresto cardiaco innanzitutto bisogna stimolare verbalmente il paziente e scuoterlo delicatamente per verificare il suo stato di incoscienza, quindi chiamare i soccorsi attraverso il numero di emergenza 112 e rimanere in linea con l’operatore per avere assistenza. La centrale potrà fornire anche indicazioni sulla eventuale presenza in zona di un defibrillatore. Nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza, se il paziente rimane incosciente, si deve scoprire il torace osservandone i movimenti e poi cercare di cogliere i rumori respiratori appoggiando la guancia sul viso del paziente. Se per dieci secondi non vi sono segni di movimento sul torace né di espirazioni la persona è in arresto cardiocircolatorio. Da quel momento si può procedere nell’eseguire le compressioni.

Come eseguire il massaggio cardiaco

Posizionare le mani al centro del torace tenendo le braccia tese ed affondare il colpo raggiungendo circa cinque centimetri di profondità, ad un ritmo di circa due compressioni al secondo. Nell’adulto, ogni trenta compressioni praticare la respirazione bocca a bocca. Nel paziente pediatrico le ventilazioni vanno praticate ogni 15 compressioni. Se vi è la disponibilità di un defibrillatore, dopo aver acceso l’apparecchio si devono applicare le piastre sul torace. Inserendo la spina degli elettrodi nell’apposita porta del dispositivo, il defibrillatore inizierà l’analisi del ritmo cardiaco e fornirà una indicazione sulla necessità o meno della scarica. Durante la scarica nessuno deve toccare il paziente. Dopo la scarica si devono eseguire il massaggio cardiaco fino alla successiva analisi del defibrillatore. L’iniziativa, denominata VIVA! Una vita nelle tue mani si sposterà venerdì 16 ottobre sul ponte Bucci dell’Università della Calabria.