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13/01/2026 ore 09.09
Sanità

Influenza, italiani a letto. E la coda epidemica può arrivare fino in primavera

I sintomi principali includono riniti (raffreddore), mal di testa, dolori articolari, tosse, mal di gola e febbre. Possono durare pochi giorni, ma sovente persistono anche più a lungo

di Redazione

L'influenza stagionale continua a colpire milioni di italiani e il numero dei casi resta elevato su gran parte del territorio nazionale: stando ai dati della sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità, la curva dei contagi è entrata nella sua fase centrale, con il picco atteso nelle prossime due settimane, ma non si esclude una coda epidemica che può arrivare fino alla primavera. Alla luce di questo scenario, la Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie (Simg) ribadisce come sia fondamentale adottare comportamenti responsabili, riconoscere correttamente i sintomi e utilizzare in modo appropriato le terapie, evitando il ricorso improprio ai farmaci.

«La vaccinazione antinfluenzale, che risulta ancora disponibile presso gli ambulatori dei medici di medicina generale, trova ancora utilità per una copertura efficace della coda lunga dell'epidemia stagionale - spiega Alessandro Rossi, presidente della Simg -. Resta inoltre fondamentale mantenere il distanziamento sociale e utilizzare le mascherine, in particolare nei luoghi affollati ed in presenza di soggetti fragili anche a casa, oltre a seguire le buone e comuni norme igieniche».

«Negli studi dei medici di medicina generale si registra una domanda assistenziale elevata, con numerosi consulti per sintomi respiratori e sindromi simil-influenzali - evidenzia Tecla Mastronuzzi coordinatrice macroarea prevenzione della Simg -. I sintomi principali includono riniti (raffreddore), mal di testa, dolori articolari, tosse, mal di gola e febbre. Possono durare pochi giorni, ma sovente persistono anche più a lungo (con una mediana di 2-3 settimane per tosse e rinorrea). La persistenza di temperature elevate per numerosi giorni oppure una mancata risposta ai comuni antipiretici richiede sempre una valutazione clinica».

«In presenza di sintomi influenzali, la raccomandazione è di assumere terapie che intervengano sui sintomi - sottolinea Ignazio Grattagliano, vice presidente della Simg -. Il paracetamolo è molto efficace sia come analgesico che come antipiretico, anche perché praticamente esente da importanti effetti collaterali se usato alle dosi consigliate. Gli antibiotici, infine, non hanno indicazione trattandosi di infezioni virali; la necessità di una loro assunzione deve seguire sempre una valutazione riservata ai soli casi necessari».