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22/01/2026 ore 12.46
Sanità

La Base: «Con gli “Ospedali Riuniti” a Vaglio Lise, Cosenza diventa capitale della sanità privata»

Gli attivisti bruzi criticano duramente l’autorizzazione concessa dal Comune alla realizzazione della struttura dove confluiranno quelle appartenenti al gruppo imprenditoriale iGreco. 

di Redazione

La notizia dell’autorizzazione alla realizzazione della struttura sanitaria “Ospedali Riuniti” a viale Crati, concessa da Palazzo dei Bruzi al gruppo imprenditoriale iGreco, è divenuta subito oggetto di dibattito. Il collettivo “La Base”, rendendo pubblico l’atto con cui il Comune di Cosenza dà il via libera al trasferimento delle cliniche ex Madonnina ed ex Sacro Cuore nell’edificio che ospitava un tempo gli uffici della Provincia di Cosenza, ha stigmatizzato in maniera netta la cosa.

Cosenza, via libera del Comune: gli “Ospedali Riuniti” del gruppo iGreco sorgeranno a Vaglio Lise

«Quello che per mesi è stato un segreto di Pulcinella oggi diventa ufficiale - hanno scritto in una dura nota - mentre il nuovo ospedale pubblico di Cosenza verrà realizzato a Rende, nel capoluogo si prepara a sorgere un grande polo di sanità privata riconducibile a iGreco. Da una parte si sposta fuori dalla città l’ospedale pubblico, dall’altra si rafforzano gli interessi privati nel cuore di Cosenza».

Secondo gli attivisti bruzi «Cosenza perde la sanità pubblica e diventa l’hub della sanità privata, ampiamente sovvenzionata con fondi pubblici. Il Comune di Cosenza, anziché difendere l’ospedale dell’Annunziata e il progetto di un nuovo presidio pubblico in città, ha scelto di non alzare un dito, consegnando di fatto il territorio agli interessi privati».

Critiche anche a Filomena Greco, consigliera regionale in quota Casa Riformista – Italia Viva che per La Base «solo pubblicamente invoca una programmazione sanitaria regionale a tutela dei cittadini». Riferendosi alla sua presenza nella commissione Sanità, su cui anche Pasquale Tridico si è di recente espresso parlando di «scelta inopportuna», gli attivisti ritengono sia in atto «un conflitto di interessi» che rappresenta «un segnale chiarissimo della direzione in cui sta andando la nostra regione».

I timori de La Base viaggiano in un’unica direzione: «Cosenza viene così destinata a diventare la capitale della sanità privata. Chi dovrebbe difendere il diritto alla salute stringe accordi e poi si limita ad alzare le spalle quando le persone muoiono in attesa di un’ambulanza o rinunciano a curarsi. Ed è per questo che da questo territorio si scappa, che diventa sempre più difficile immaginare un futuro. Ed è proprio a questo che non dobbiamo abituarci. La salute non è una merce. La sanità pubblica - hanno concluso - va difesa, potenziata, restituita ai cittadini e alle cittadine».