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21/08/2026 ore 15.55
Sanità

Melanoma, il vaccino personalizzato a mRNA apre una nuova speranza

Risultati positivi per lo studio internazionale di fase 3 INTerpath-001: il trattamento sperimentale di Moderna, sviluppato insieme a Merck, è stato somministrato in combinazione con pembrolizumab dopo l'intervento chirurgico. L'obiettivo è ridurre il rischio di recidiva o diffusione del melanoma nei pazienti ad alto rischio

di Emilia Canonaco

Una nuova frontiera nella lotta al melanoma arriva dalla tecnologia a mRNA. Moderna e Merck hanno annunciato risultati positivi per INTerpath-001, uno studio clinico di fase 3 dedicato a una terapia sperimentale personalizzata, Intismeran, sviluppata per colpire le caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente.

Lo studio ha coinvolto oltre 1.100 persone con melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato, comprese forme comprese tra lo stadio IIB e IV, sottoposte a intervento chirurgico per la completa rimozione della massa tumorale. In questi casi, una delle principali sfide è impedire che la malattia torni o si diffonda successivamente.

La terapia sperimentale è stata somministrata in combinazione con pembrolizumab (Keytruda), un'immunoterapia già utilizzata nel trattamento del melanoma. Secondo quanto comunicato dalle due aziende, la combinazione ha raggiunto gli obiettivi principali dello studio, dimostrando un vantaggio rispetto al trattamento con il solo pembrolizumab.

Un vaccino costruito sul singolo tumore

La particolarità di Intismeran sta nella sua natura personalizzata. Il trattamento viene progettato sulla base delle mutazioni individuate nel tumore del singolo paziente, creando una sorta di "impronta digitale" molecolare della malattia. L'obiettivo è insegnare al sistema immunitario a riconoscere i cosiddetti neoantigeni, cioè caratteristiche specifiche delle cellule tumorali che possono essere utilizzate per indirizzare la risposta immunitaria contro di esse.

«Per molti anni, l'idea di creare un trattamento a mRNA progettato specificamente per il tumore di un singolo individuo era difficile da immaginare», ha dichiarato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna. «Oggi stiamo contribuendo a trasformare quella visione in realtà».

Il ruolo della terapia dopo l'intervento

Lo studio riguarda un approccio adiuvante: il trattamento viene somministrato dopo la chirurgia, quando il tumore visibile è stato rimosso, con l'obiettivo di eliminare eventuali cellule tumorali rimaste nell'organismo e diminuire il rischio di una successiva ricomparsa della malattia.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della sperimentazione. Intervenire in una fase precoce, quando la quantità di malattia è molto ridotta, potrebbe consentire al sistema immunitario di individuare e contrastare più efficacemente eventuali cellule residue. «Questi risultati rappresentano una pietra miliare per il trattamento del melanoma», ha affermato Georgina Long, direttrice medica del Melanoma Institute Australia e docente all'Università di Sydney, che ha guidato lo studio. Secondo Long, la combinazione di Intismeran e pembrolizumab potrebbe contribuire a definire un nuovo approccio terapeutico nel trattamento adiuvante del melanoma, aumentando il periodo durante il quale i pazienti rimangono liberi dalla malattia.

Ora i dati completi e il percorso verso l'approvazione

L'annuncio rappresenta un risultato importante, ma è necessario attendere la pubblicazione dei dati completi dello studio e la loro presentazione in occasione di un congresso scientifico internazionale. Successivamente, Moderna e Merck intendono avviare il percorso per sottoporre il trattamento alle autorità regolatorie. Saranno quindi gli organismi competenti a valutare efficacia, sicurezza e rapporto tra benefici e rischi prima di un'eventuale autorizzazione.

Per questo motivo, è ancora prematuro parlare di un "vaccino contro il melanoma" disponibile per tutti. Intismeran è infatti una terapia sperimentale personalizzata, destinata a pazienti selezionati nell'ambito del trattamento del melanoma e ancora sottoposta al percorso di valutazione regolatoria.

Se i risultati completi confermeranno quanto annunciato, tuttavia, la sperimentazione potrebbe segnare un passaggio significativo verso una medicina oncologica sempre più personalizzata, nella quale il trattamento viene progettato a partire dalle caratteristiche genetiche del tumore di ogni singolo paziente.