Paola capitale degli accessi vascolari in oncologia: oltre 300 partecipanti al congresso nazionale IVAS
Cinque sessioni di approfondimento, decine di relatori tra medici, ricercatori ed esperti del settore sanitario. Al centro del confronto le nuove frontiere degli accessi venosi nei pazienti oncologici. Riflettori sul modello sviluppato dall'Oncologia dell'ospedale San Francesco e sul primo Picc Team a gestione infermieristica
La città di Paola al centro del confronto scientifico nazionale sulle nuove frontiere degli accessi vascolari nei pazienti oncologici. Oltre 300 partecipanti, un numero superiore alle presenze inizialmente previste, decine di relatori tra medici, ricercatori, professionisti sanitari ed esperti del settore e cinque sessioni di approfondimento. Sono i numeri del congresso nazionale IVAS dal titolo «Il paziente oncologico: l'accesso venoso 2.0», che il 31 ottobre ha riunito all'auditorium del Santuario di San Francesco di Paola professionisti provenienti da diversi territori.
Le nuove frontiere delle terapie
Un appuntamento dedicato all'innovazione, alla ricerca e alla formazione, con un obiettivo preciso: migliorare la sicurezza e la qualità delle cure attraverso una gestione sempre più appropriata degli accessi vascolari. Si tratta di dispositivi fondamentali per i pazienti oncologici, sottoposti spesso a trattamenti farmacologici prolungati e particolarmente impegnativi, che possono compromettere progressivamente il patrimonio venoso.
Luminari e professionisti insieme per il progresso
L'evento ha visto inoltre la presenza di alcune tra le figure più autorevoli del panorama scientifico e istituzionale. A conferire ulteriore prestigio all'iniziativa è stata la partecipazione del presidente nazionale IVAS, Fulvio Pinelli, insieme al vicepresidente, Vincenzo Faraone, e al presidente GAVeCeLT Mauro Pittiruti, componenti del Comitato Scientifico, oltre che Alba Di Leone, presidente nazionale Komen Italia. I lavori si sono aperti con gli interventi di Gianfranco Filippelli (coordinatore della Rete Oncologica della Calabria) e Fausto Sposato (presidente del Coordinamento degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Calabria). Un’intesa forte tra società scientifiche e territorio avvalorata dai patrocini dell’Università della Calabria, della LILT, del GAVeCeLT e di Komen Italia.
Una scelta mirata
La scelta di Paola come sede del congresso non è stata casuale. Proprio nell'Oncologia dell'ospedale San Francesco sono state sviluppate e perfezionate strategie assistenziali che hanno contribuito a fare della struttura un punto di riferimento regionale nella gestione degli accessi vascolari e nella formazione degli infermieri.
A sottolinearlo è Gianfranco Filippelli, direttore dell'UOC di Oncologia dell'ospedale di Paola, che ricorda l'istituzione del primo Picc Team a totale gestione infermieristica della Calabria, avviato durante il periodo in cui ricopriva l'incarico di commissario dell'Asp di Cosenza.
«È un grosso risultato che abbiamo raggiunto anche come Oncologia dell'Asp di Cosenza e dell'ospedale di Paola. Ho avuto l'opportunità, quando ero commissario dell'Asp, di istituire il primo Picc Team in Calabria a totale gestione infermieristica», spiega Filippelli.
Una scuola di “addestramento”
Un modello che ha progressivamente superato i confini della struttura ospedaliera, diventando un'esperienza formativa per professionisti provenienti da altri presidi della regione. «L'Oncologia di Paola e il PICC Team sono diventati una scuola di addestramento per tutti gli infermieri della Calabria. Da diversi ospedali, sia Spoke sia Hub, sono venuti a Paola per imparare la metodica di inserimento dei cateteri e la loro gestione», ha aggiunto il direttore.
Il tema è particolarmente rilevante per i pazienti sottoposti a chemioterapia e ad altri trattamenti antineoplastici. Gli accessi vascolari consentono infatti di somministrare le terapie attraverso dispositivi specifici, preservando le vene periferiche e riducendo i rischi legati a procedure ripetute e a possibili complicanze.
Maggiore affidabilità ed efficacia
Un aspetto evidenziato anche da Fulvio Pinelli, presidente nazionale IVAS, che sottolinea i risultati raggiunti grazie alla maggiore appropriatezza nella scelta e nella gestione dei dispositivi.
«Abbiamo assistito a un miglioramento della sicurezza del paziente, le complicanze si sono ridotte e l'appropriatezza di scelta del dispositivo è migliorata. Il paziente oncologico ha potuto godere di una via sicura per la somministrazione di terapie che spesso sono di lunga durata e anche molto impegnative», ha affermatp Pinelli.
Per il presidente nazionale IVAS, l'accesso venoso non è un semplice supporto tecnico, ma un elemento essenziale del percorso terapeutico, soprattutto quando si ha a che fare con persone particolarmente fragili. «È qualcosa che deve funzionare bene e non deve dare luogo a complicanze. Per un paziente fragile come quello oncologico è di fondamentale importanza».
La dimensione umana e spirituale dell’assistenza
Accanto all'innovazione tecnologica, il congresso ha voluto porre l'accento anche sulla dimensione umana dell'assistenza. Una scelta che trova una sua rappresentazione anche nella sede individuata per l'iniziativa. Andrea Orlando, referente IVAS, ha spiegato che la volontà di organizzare l'appuntamento nel Santuario di San Francesco di Paola nasce proprio dall'esigenza di coniugare il confronto scientifico con l'attenzione alla persona.
«Abbiamo scelto il Santuario proprio per abbracciare anche la parte spirituale e umana. Ci troviamo di fronte a pazienti che necessitano di cure e abbiamo voluto mettere al centro anche questa dimensione», ha dichiarato Orlando, richiamando l'importanza di strumenti e competenze capaci di ridurre le complicanze e rendere meno gravoso il percorso terapeutico.
L’importanza degli infermieri
Un ruolo centrale, in questo contesto, è affidato agli infermieri, protagonisti non soltanto nell'inserimento e nella gestione degli accessi vascolari, ma anche nella continuità assistenziale e nella sicurezza delle procedure.
A ribadirlo è Fausto Sposato, presidente del Coordinamento regionale degli Ordini delle Professioni infermieristiche (OPI) della Calabria, che definisce il congresso un momento importante per la crescita professionale e per il sistema sanitario regionale.
«Gli infermieri svolgono un ruolo importantissimo nella gestione degli accessi vascolari. Questo congresso rappresenta un momento di riflessione importante perché abbiamo riunito i maggiori esperti in tema di accessi vascolari. L'abbiamo portato in Calabria e non è facile», ha sottolineato Sposato.
Un risultato costruito nel tempo, che trova conferma nella partecipazione e nel livello scientifico degli interventi. «È un evento che abbiamo costruito nel tempo e che oggi ci dà grandissima soddisfazione per il numero dei partecipanti e per la qualità delle relazioni. Gli infermieri sono un valore aggiunto in tutti i sistemi sanitari pubblici e privati», conclude.
Una giornata di confronto e crescita professionale
Il congresso IVAS consegna così a Paola una giornata di confronto e aggiornamento che va oltre il valore dell'appuntamento scientifico. Da un lato le nuove tecnologie e le metodiche per rendere più sicure le terapie oncologiche, dall'altro la formazione e la valorizzazione delle competenze infermieristiche. Con l'esperienza dell'Oncologia del San Francesco che si conferma un riferimento per la crescita professionale e assistenziale nell'intero territorio regionale.