Pronto soccorso di Castrovillari, Laghi: «Riapertura positiva, ma mancano arredi e personale»
Il consigliere regionale accoglie favorevolmente l’annuncio dell’Asp, ma denuncia carenze di organico, apparecchiature e dotazioni
L’annunciata riapertura del Pronto soccorso dell’ospedale di Castrovillari rappresenta un risultato positivo, ma la nuova struttura rischierebbe di entrare in funzione senza arredi, apparecchiature adeguate e personale sufficiente. A sostenerlo è il consigliere regionale Ferdinando Laghi, del gruppo Tridico Presidente, che chiede all’Asp di Cosenza di completare le dotazioni e rafforzare gli organici.
La comunicazione sull’imminente apertura è arrivata in occasione della visita al presidio del nuovo direttore generale dell’Asp di Cosenza, Angelo Vittorio Sestito. Altri rappresentanti regionali hanno riferito che l’attivazione dovrebbe avvenire «a giorni», ma non è stata ancora indicata pubblicamente una data precisa.
«La notizia rappresenta finalmente una luce in fondo a un tunnel durato due anni», commenta Laghi, medico ed ex primario della divisione di Medicina dello stesso ospedale.
Lavori iniziati nell’ottobre 2024
Il progetto di adeguamento strutturale del Pronto soccorso risale al periodo dell’emergenza Covid, mentre il cantiere è stato avviato nell’ottobre 2024. Secondo la ricostruzione del consigliere regionale, i lavori avrebbero dovuto concludersi in sei mesi, ma sarebbero stati rallentati da rinvii, varianti e ricalcoli economici.
Laghi aveva riassunto la vicenda in un’interrogazione presentata il 16 ottobre. Nell’atto consiliare sono richiamate diverse scadenze annunciate e successivamente superate: nel luglio 2026 l’Asp aveva indicato uno slittamento della messa in esercizio da metà agosto a metà settembre, termine poi non rispettato.
Durante questo periodo pazienti e operatori hanno continuato a utilizzare ambienti provvisori che Laghi descrive come angusti e inadeguati sotto il profilo logistico e organizzativo.
Il riconoscimento al nuovo direttore generale
Il consigliere valuta favorevolmente il sopralluogo effettuato da Sestito all’inizio del suo incarico alla guida dell’Asp di Cosenza.
«Accolgo con vivo favore il cambio di passo impresso dal nuovo direttore generale, che ringrazio anche per la sensibilità dimostrata nell’aver voluto visitare lo spoke di Castrovillari all’inizio del suo mandato», afferma Laghi.
Il giudizio positivo sull’accelerazione non cancella, tuttavia, le critiche sulla gestione precedente e sulle condizioni nelle quali la struttura dovrebbe ripartire. Il consigliere parla di annunci non seguiti dall’effettiva apertura e chiede che la nuova fase sia accompagnata da interventi concreti.
Le criticità segnalate da Laghi
Secondo Laghi, il nuovo Pronto soccorso sarebbe ancora privo dei nuovi arredi e di alcune apparecchiature necessarie. Resterebbe inoltre irrisolto il problema della carenza di personale, una condizione che potrebbe limitare l’operatività della struttura anche dopo il trasferimento nei locali ristrutturati.
Si tratta di criticità denunciate dal consigliere regionale e sulle quali si attende un quadro dettagliato da parte dell’Asp di Cosenza, con l’indicazione delle dotazioni già disponibili, degli acquisti programmati e dell’organico previsto.
«La riapertura è un fatto fortemente positivo, che ridona dignità all’utenza e agli operatori sanitari, ma non è un punto di arrivo», sottolinea Laghi.
L’assistenza per Pollino, Esaro e Sibaritide
Il Pronto soccorso di Castrovillari rappresenta un riferimento per un territorio ampio, comprendente le aree del Pollino, dell’Esaro e parte della Sibaritide.
Per Laghi, la piena funzionalità del presidio è necessaria anche per limitare il ricorso alla sanità privata, gli spostamenti verso altre strutture e la rinuncia alle cure da parte dei cittadini.
Il consigliere annuncia quindi che continuerà a seguire la vicenda in Consiglio regionale, chiedendo interventi non soltanto per il Pronto soccorso ma per l’intero ospedale di Castrovillari.
«Continuerò a vigilare affinché questo presidio fondamentale venga dotato di tutto ciò che serve per funzionare a pieno regime: i cittadini del comprensorio hanno già pagato un prezzo troppo alto», conclude.