Rsa San Nicola Arcella, De Caprio replica: «Basta polemiche sterili»
Il consigliere regionale interviene dopo il tavolo all’Asp di Cosenza sui licenziamenti: «Il mio posto è accanto a lavoratori e pazienti»
La vertenza sulla Rsa “San Francesco di Paola” di San Nicola Arcella continua ad alimentare il confronto politico e istituzionale. Dopo l’incontro all’Asp di Cosenza, convocato per affrontare il rischio licenziamento di otto lavoratori della struttura, interviene il consigliere regionale Antonio De Caprio, che replica alle esternazioni di un sindaco del territorio e rivendica il proprio impegno accanto a lavoratori, assistiti e pazienti.
«Sono stato informato da alcuni sindaci del territorio degli attacchi che loro stessi hanno subito a mezzo social da parte di un altro primo cittadino», afferma De Caprio. «Intervengo oggi non per alimentare dibattiti sterili, ma per il profondo rispetto che nutro verso le istituzioni, i lavoratori e, prima di ogni altra cosa, verso gli assistiti e i pazienti della struttura: quando si superano i limiti del paradosso, è doveroso ristabilire la verità dei fatti».
Il tavolo all’Asp di Cosenza sulla Rsa
La vicenda nasce dall’incontro avvenuto all’Asp di Cosenza, durante il quale le istituzioni presenti hanno chiesto di scongiurare il licenziamento degli otto lavoratori della Rsa di San Nicola Arcella.
Secondo quanto riferito da De Caprio, da parte di un primo cittadino sarebbe stato espresso disappunto per la gestione della vertenza e per l’esposizione mediatica della questione, lamentando un presunto svilimento del ruolo dei sindaci.
Il consigliere regionale respinge questa lettura e invita ad attendere gli atti ufficiali dell’incontro. «Chi ricopre certi ruoli istituzionali a volte preferisce costruire polemiche sul nulla. L'esito del tavolo, tra l'altro, si potrà serenamente evincere dal verbale dell'incontro che l'Asp comunicherà a breve a tutti i partecipanti. Lì sono scritti i fatti, il resto è solo rumore di fondo».
De Caprio: «Il mio posto è accanto a lavoratori e pazienti»
De Caprio rivendica la legittimità del proprio intervento nella vertenza e respinge l’idea che il lavoro di un consigliere regionale possa essere interpretato come uno sgarbo istituzionale.
«Siamo all'assurdo: si tenta di trasformare il legittimo e doveroso lavoro di un Consigliere Regionale in uno sgarbo istituzionale», dichiara.
Poi aggiunge: «Il mio posto è, e resterà sempre, al fianco dei lavoratori e, innanzitutto, degli assistiti e dei pazienti della Rsa».
Il consigliere regionale richiama anche il lavoro svolto nei mesi precedenti, ricordando la missiva inviata nei primi giorni di giugno ai vertici dell’Asp di Cosenza. In quella nota, spiega, aveva formalizzato la propria preoccupazione chiedendo all’Azienda sanitaria di assumere tutte le azioni necessarie per evitare i licenziamenti e tutelare i livelli assistenziali.
L’attacco ai sindaci del territorio
Nel suo intervento, De Caprio giudica ancora più grave l’attacco rivolto dal primo cittadino ai colleghi sindaci.
«Quello che però ritengo ancor più grave e inaccettabile in questa triste vicenda è l'attacco subdolo e gratuito che questo primo cittadino ha riservato ai suoi stessi colleghi», afferma.
Il riferimento è alla messa in discussione pubblica della dignità degli altri sindaci del territorio, che De Caprio definisce «un'offesa gravissima» e «un atto di irresponsabilità» capace di minare la coesione istituzionale di cui il territorio avrebbe invece bisogno.
Il consigliere richiama anche la propria esperienza amministrativa da sindaco di Orsomarso, incarico ricoperto dal 2014 al 2020. «Chi è stato sindaco lo rimane dentro per sempre», sostiene, sottolineando che un primo cittadino dovrebbe lavorare per unire e ricucire le spaccature, non per dividere ed esasperare gli animi.
«La Calabria non ha bisogno di urla social»
Per De Caprio, la vicenda dimostra un modo sbagliato di intendere la politica territoriale, più orientato allo scontro che alla costruzione di soluzioni condivise.
«Denigrare i propri omologhi non depone in alcun modo a favore della crescita del territorio», afferma. «La triste verità, che emerge in modo solare da queste continue esternazioni, è che il problema alla radice delle tensioni territoriali risiede proprio in questo personalissimo modo di fare politica».
Il consigliere regionale chiude rivendicando il proprio impegno per il Tirreno cosentino e per la Calabria. «Nessuno sta svilendo il ruolo dei primi cittadini, ma i calabresi non hanno bisogno di queste bassezze. Io continuo a lavorare per il Tirreno Cosentino e per la Calabria, lasciando volentieri ad altri l'odio social e le urla».