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25/04/2026 ore 14.30
Sanità

Sanità, scontro sull’Esaro: fondi disimpegnati e opere ferme, il territorio chiama alla mobilitazione

Accuse alla Regione e all’Asp di Cosenza: stop alla Casa della Salute di San Marco Argentano e ritardi su Cariati. Il Pd convoca una mobilitazione a maggio

di Redazione

La sanità territoriale torna al centro dello scontro politico nella valle dell’Esaro e nell’area del Pollino. Il Partito Democratico locale accusa la Regione Calabria e l’ASP di Cosenza di aver di fatto bloccato la realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano e di compromettere anche altri interventi strategici, a partire da Cariati e dagli ospedali di comunità.

Al centro della polemica c’è la decisione di disimpegnare fondi destinati a San Marco Argentano, risorse stanziate nel 2015 e successivamente confermate nel 2022. Una scelta definita “incomprensibile” dai dem, che denunciano l’assenza di comunicazioni ufficiali chiare e un quadro di totale incertezza sulla programmazione sanitaria.

Il nodo non è solo amministrativo. Per i territori interni, spiegano dal Pd, la tenuta dei servizi sanitari è una condizione essenziale per evitare lo spopolamento. Senza presidi efficienti, ambulatori e strutture intermedie, i cittadini sono costretti a spostarsi verso i grandi centri, con effetti diretti sull’abbandono delle aree montane e periferiche e sull’indebolimento del tessuto sociale ed economico.

La presa di posizione è arrivata al termine di una riunione politica svoltasi il 24 aprile a Roggiano Gravina, introdotta da Giuseppe Terranova e conclusa dall’intervento di Carlo Guccione, componente della direzione nazionale del partito. Un passaggio che segna il tentativo di trasformare la protesta locale in una vertenza politica più ampia.

Nel documento diffuso, l’accusa è netta: il mancato avanzamento della Casa della Salute di San Marco Argentano e di quella di Cariati, insieme ai ritardi sugli ospedali di comunità, rappresenterebbe un ulteriore colpo a un sistema sanitario già fragile. Una situazione che, secondo il Pd, rischia di aggravare il divario tra aree interne e zone più servite della regione.

Accanto alla denuncia, vengono avanzate richieste precise. Tra queste, il ripristino immediato dei fondi – oltre 8 milioni di euro – per San Marco Argentano, adeguati ai costi attuali; una rendicontazione trasparente sull’utilizzo delle risorse; un cronoprogramma pubblico per le strutture previste tra Roggiano e il territorio circostante; il potenziamento dell’ospedale di Castrovillari e della rete di emergenza, compresi 118 ed elisoccorso.

Particolare attenzione viene posta anche sulla continuità dei servizi essenziali, come il laboratorio analisi h24, e sulla necessità di rafforzare la prevenzione, a partire dagli screening oncologici.

Il passaggio politico più significativo riguarda però la strategia: il Pd lancia un appello unitario a sindaci, amministratori, associazioni e cittadini, chiedendo di superare le divisioni di schieramento per difendere quello che viene definito “il diritto fondamentale alla salute”. La prima mobilitazione è prevista a Roggiano Gravina nei primi giorni di maggio, dopo quella già tenutasi il 9 febbraio davanti all’ex Pasteur di San Marco Argentano.

Resta ora da capire quale sarà la risposta delle istituzioni regionali e dell’Asp. Sul tavolo non c’è soltanto la realizzazione di singole strutture, ma l’assetto complessivo della sanità territoriale in una delle aree più fragili della Calabria. Una partita che, al di là delle posizioni politiche, incide direttamente sulla qualità della vita e sulla permanenza stessa delle comunità locali.