Stasi denuncia: «Zecche in alcuni reparti dell’ospedale». E attacca la gestione della sanità calabrese
Il sindaco di Corigliano-Rossano riferisce di essere stato contattato da cittadini che avrebbero segnalato la presenza degli insetti per più giorni e chiede un cambio radicale nell’organizzazione sanitaria regionale
Il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, torna all’attacco sulla sanità calabrese e lo fa partendo da una segnalazione che, se confermata, avrebbe particolare rilievo sotto il profilo igienico-sanitario.
In una nota, il primo cittadino riferisce di essere stato contattato da alcuni cittadini con «gravi e delicate condizioni sanitarie», i quali gli avrebbero segnalato la presenza, da più giorni, di zecche in uno o più reparti dell’ospedale e, in alcuni casi, persino addosso ai propri familiari ricoverati.
Al momento, tuttavia, la presenza delle zecche viene riferita esclusivamente dal sindaco sulla base delle segnalazioni ricevute e non risulta confermata da comunicazioni ufficiali dell’Asp o della struttura ospedaliera.
«La percezione delle zecche»
Stasi utilizza la vicenda anche in chiave polemica, richiamando quella che definisce ironicamente la «teoria della percezione», cioè l’idea – da lui attribuita ad ambienti del centrodestra – secondo cui il problema della sanità calabrese sarebbe anche legato alla sua rappresentazione pubblica.
«Probabilmente quelle che hanno visto per giorni – anche addosso ai propri parenti – non erano zecche, ma una “percezione delle zecche”», scrive il sindaco.
Stasi precisa che un episodio improvviso e circoscritto potrebbe verificarsi in qualunque struttura, ma sostiene che una presenza protratta per più giorni, se accertata, assumerebbe tutt’altro significato.
L’attacco alla gestione sanitaria regionale
La denuncia viene inserita dal sindaco in una critica più ampia alla gestione del sistema sanitario calabrese e al modello di organizzazione dei servizi.
Stasi torna a contestare l’accentramento di alcune funzioni, il rapporto tra sanità pubblica e privata e le scelte effettuate negli ultimi anni sui presidi territoriali, attribuendone la responsabilità politica alla gestione commissariale regionale.
Si tratta di valutazioni politiche del sindaco, che nella nota parla di una strategia di «accentramento, soppressione e privatizzazione».
Il nodo dell’Anatomia Patologica
Nel documento Stasi cita anche la deliberazione n. 1289 del 17 settembre 2026 dell’Asp di Cosenza, relativa alla costituzione di un’Area funzionale di Anatomia Patologica tra l’Azienda ospedaliera dell’Annunziata e l’Asp.
Il sindaco interpreta il provvedimento come un ulteriore passo verso l’accentramento dei servizi. Il contenuto dell’atto, per come è stato reso noto, prevede però la costituzione di una rete nella quale l’Annunziata assume il ruolo di Hub e l’Asp resta riferimento per gli spoke di Corigliano-Rossano e Castrovillari. La stessa delibera, secondo quanto riportato nelle ricostruzioni pubblicate oggi, non determina in questa fase trasferimenti automatici di personale, chiusure o modifiche immediate degli assetti organizzativi: un tavolo tecnico dovrà elaborare entro 15 giorni il progetto operativo della rete.
Anche la consigliera regionale M5S Elisa Scutellà ha espresso preoccupazione sul provvedimento, chiedendo che la riorganizzazione non produca depotenziamenti nei presidi di Corigliano-Rossano e Castrovillari.
«Serve ribaltare l’organizzazione sanitaria»
Per Stasi, la segnalazione delle zecche non rappresenterebbe dunque un episodio isolato, ma il simbolo di una situazione più ampia che, a suo giudizio, richiede una revisione profonda del sistema sanitario regionale.
Il sindaco conclude chiedendo «di ribaltare totalmente l’organizzazione sanitaria calabrese» e collegando questa richiesta alla necessità, dal suo punto di vista, di un cambiamento anche sul piano politico. Resta ora da verificare il dato più immediato contenuto nella denuncia: se e in quali reparti siano effettivamente state riscontrate zecche e quali eventuali interventi di sanificazione o disinfestazione siano stati attivati dall’Asp.