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21/10/2026 ore 17.46
Sanità

Suem 118 e passaggio ad Azienda Zero, Fsi-Usae: «Il progetto rischia il fallimento»

Il sindacato richiama i dati di Cosenza e Vibo Valentia e chiede chiarimenti sul personale rimasto nelle Asp e sulla futura gestione del servizio

di Redazione

Il trasferimento ad Azienda Zero degli operatori del sistema di emergenza-urgenza provenienti dalle aziende sanitarie calabresi non starebbe producendo i risultati attesi. A sostenerlo è la Fsi-Usae, che richiama i dati presentati durante l’incontro del 5 ottobre e solleva dubbi sulla futura organizzazione del Suem 118.

La posizione è contenuta in una nota firmata dal segretario territoriale Claudio Gentile. Il sindacato chiede chiarimenti sulla gestione del personale che ha scelto di restare nell’Asp di provenienza, sulla copertura degli organici e sulle risorse necessarie a garantire il funzionamento del servizio.

Le valutazioni espresse appartengono alla Fsi-Usae. Nella nota non è riportata una replica di Azienda Zero o delle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo.

L’incontro del 5 ottobre

Fsi-Usae riferisce di essere stata convocata da Azienda Zero, insieme alle altre sigle sindacali, per ricevere un’informativa sullo stato di avanzamento del passaggio dei lavoratori dell’emergenza-urgenza.

Il sindacato valuta positivamente la scelta di estendere il confronto anche alle organizzazioni non firmatarie del contratto, pur sostenendo che il coinvolgimento sarebbe dovuto avvenire prima dell’avvio del processo.

«Dobbiamo dare atto alla governance di Azienda Zero di aver fatto un passo avanti coinvolgendo tutti i sindacati», scrive Gentile, secondo il quale l’assenza di un confronto più ampio negli anni precedenti avrebbe contribuito a rendere più difficili i rapporti con gli operatori del settore.

La critica riguarda in particolare il percorso seguito dopo l’approvazione del decreto del commissario ad acta numero 62 del 18 marzo 2026. Per Fsi-Usae, il personale non avrebbe ricevuto informazioni sufficienti sui vantaggi, sulle conseguenze contrattuali e sulle modalità del trasferimento.

I dati di Cosenza e Vibo Valentia

La nota sindacale richiama le cifre illustrate da Azienda Zero nelle slide presentate durante l’incontro del 5 ottobre.

Nell’Asp di Vibo Valentia, prima azienda coinvolta nel passaggio, sarebbero confluiti in Azienda Zero 59 operatori su 86. Nell’Asp di Cosenza il trasferimento avrebbe invece riguardato 243 lavoratori su 473.

In termini percentuali, i dati indicati dal sindacato corrispondono a circa il 69% del personale interessato a Vibo Valentia e al 51% a Cosenza. Nella sola provincia cosentina, dunque, 230 operatori sarebbero rimasti nell’azienda sanitaria di provenienza.

Le procedure riguardanti le altre Asp calabresi sarebbero ancora in corso. Fsi-Usae interpreta le adesioni registrate finora come un segnale di scarsa fiducia nel progetto, mentre Azienda Zero, secondo quanto riportato nella nota, avrebbe presentato i dati in termini positivi e starebbe proseguendo gli incontri con le aziende sanitarie.

I dubbi sul personale rimasto nelle Asp

Uno degli interrogativi posti dal sindacato riguarda la collocazione futura degli operatori che non intendono passare alle dipendenze di Azienda Zero.

Fsi-Usae chiede di conoscere come le Asp gestiranno questo personale e con quali modalità verranno garantiti gli organici del Suem 118. La sigla contesta inoltre l’eventualità che possano essere ostacolati i nullaosta per quanti vogliono restare nell’azienda di appartenenza.

Il sindacato richiama anche le questioni relative alla gestione delle ambulanze concesse in comodato d’uso dall’Asp di Cosenza. In particolare, chiede quale ente dovrà sostenere i costi per manutenzione, assicurazione e carburante.

Si tratta di aspetti organizzativi ed economici sui quali Fsi-Usae sollecita risposte formali da parte di Azienda Zero e delle aziende sanitarie interessate.

Il concorso per 102 medici

Un ulteriore punto riguarda il reclutamento dei medici destinati al servizio di emergenza-urgenza. Secondo il sindacato, il concorso bandito per 102 posti, nonostante la riapertura dei termini, avrebbe prodotto un numero di vincitori pari a circa il 60% delle posizioni disponibili.

Il dato dovrà essere verificato alla conclusione della procedura. Per Fsi-Usae, tuttavia, l’esito evidenzierebbe già la difficoltà di reperire personale medico sufficiente a coprire il fabbisogno.

Il sindacato teme inoltre che l’ingresso di nuovi assunti, pur necessario, non possa sostituire immediatamente l’esperienza maturata sul campo dagli operatori che lavorano da anni nel Suem 118.

L’allarme sulla continuità del servizio

Nella parte conclusiva della nota, Gentile sposta l’attenzione sulle possibili conseguenze per i cittadini. Il timore espresso è che una riorganizzazione realizzata con organici incompleti e senza protocolli adeguati possa ridurre la capacità del Suem 118 di rispondere alle emergenze.