Talenti all’Uncal: la tesi d’eccellenza su TAR-200, il dispositivo che sfida il tumore alla vescica
Il neolaureato Francesco Carlei firma un'analisi che coniuga innovazione tecnologica, evidenze cliniche e sostenibilità economica di una delle più promettenti soluzioni terapeutiche
Il tumore alla vescica è il nono al mondo e primo del tratto urinario per incidenza. Nel 75% dei casi si presenta come Carcinoma Uroteliale Non muscolo-invasivo (NMIBC), - influenzato fortemente da fattori di rischio quali il tabagismo e l’esposizione professionale a sostanze chimiche industriali - una patologia che pur non avendo capacità metastatica, costringe i pazienti a un percorso di cure complesso, fatto di frequenti instillazioni locali di farmaci in clinica, spesso soggette al washout (il farmaco viene eliminato attraverso la minzione).
È da questo bisogno clinico che è partita la ricerca di Francesco Carlei, brillante neolaureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF) presso l’Università della Calabria, che ha discusso una tesi d’eccellenza dal titolo "TAR-200 nel Carcinoma Uroteliale Non Muscolo - invasivo (NMIBC): innovazione tecnologica, evidenze cliniche e analisi farmacoeconomica”. Si tratta di un dispositivo rivoluzionario approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) a settembre del 2025, in continuo studio per una futura approvazione anche in Europa.
Il lavoro del neodottore rappresenta l’esempio perfetto di come l’Unical coltivi talenti pronti a creare un ponte diretto tra la ricerca di laboratorio e l’attività clinica sul campo, avendo avuto come relatrice la professoressa Sonia Trombino (tra i migliori scienziati al mondo dell’area clinical medicine, nell’edizione 2025 del World’s Top 2% Scientists) e come correlatore il professore Michele Di Dio, stimato medico, docente e Direttore dell’Urologia Oncologica dell’Ospedale di Cosenza.
Che cos’è TAR-200? La rivoluzione racchiusa in un piccolo dispositivo
Per capire la portata di questa tesi bisogna fare un passo indietro, poiché tradizionalmente le terapie post-operatorie per questo tipo di tumore prevedono cicli di instillazioni di farmaci direttamente nella vescica, e queste procedure spesso fastidiose, costringono il paziente a ripetuti stress fisici e psicologici. – Ci si chiede «come fa un piccolo dispositivo a rivoluzionare una terapia così complessa?» – TAR-200 ribalta completamente l’approccio terapeutico, poiché non è un semplice catetere, ma un sofisticato sistema di drug delivery (rilascio di farmaci). È un tubicino flessibile che contiene al suo interno mini-compresse di farmaco e di urea, e con una caratteristica forma a «pretzel» studiata per non perforare l’organo.
Una volta posizionato, rilascia il farmaco antitumorale (principio attivo gemcitabina) in modo continuo, mirato e controllato nel tempo. Per cui, vi è una massima efficacia terapeutica proprio come serve, abbattimento degli effetti collaterali e, soprattutto, una qualità di vita decisamente migliore per il paziente durante le cure. Il segreto del dispositivo risiede nella sua ingegneria di precisione, nella fisica e nella chimica dei materiali avanzati sviscerati da Carlei nella sua tesi.
Il beneficio principale, però riguarda la vita di tutti i giorni di chi affronta la malattia, come ci spiega lui stesso: «TAR-200, al di là dei risultati clinici validi e promettenti, rappresenta una svolta nella qualità di vita che il singolo paziente può guadagnare, legati all’aderenza terapeutica flessibile. Durante il mio percorso di studi si è parlato spesso di compliance e di quanto possa influire sull’esito di una terapia. Credo fortemente che questo aspetto sia centrale e TAR-200 rappresenta una presa di coscienza nei confronti di questa criticità».
Il talento dell’Unical incontra la visione del prof. Di Dio
Attraverso una complessa revisione sistematica (condotta secondo le rigide linee guida internazionali PRISMA), il neodottore ha confrontato i dati clinici di TAR-200 con le classiche instillazioni. Il verdetto medico, analizzato sotto la lente specialistica del correlatore Prof. Michele Di Dio, è chiaro: nei pazienti che non rispondono più all’immunoterapia BCG - unresponsive (non responsivo al BCG), TAR-200 offre tassi di sopravvivenza libera da recidiva eccellenti (RFS – Recurrence Free Survival), proponendosi come una reale e validissima alternativa all’asportazione totale della vescica (cistectomia radicale) a fronte di fastidi prettamente meccanico-irritativi e raramente severi.
L’analisi scientifica del neodottore ha colpito profondamente il suo correlatore, il Prof. Michele Di Dio: «Il valore aggiunto sta nel porre l’attenzione su un ambito, quello dei tumori maligni superficiali detti non muscolo invasivi della vescica, in cui da decenni non ci sono novità degne di nota e in cui si affacciano timidamente delle soluzioni quali potrebbe quella del TAR-200. Lo studente, ormai Dottore, ha studiato l’argomento con grande interesse e comprendendolo appieno, lo ha fatto suo e lo ha analizzato in senso critico. Pur non essendo un medico ha governato l’eloquio, da un punto di vista tecnico in maniera impeccabile riuscendo ad estrinsecare delle peculiarità di ordine farmacocinetico in maniera puntuale e precisa, più di quanto avrebbe saputo fare uno studente in medicina per intenderci».
Per il prof. Di Dio, questo lavoro è anche la dimostrazione di come la medicina moderna non possa più fare a meno della tecnologia farmaceutica: «La sinergia tra branche diverse (come l’Urologia e la Chimica e Tecnologie Farmaceutiche) che trovano dei punti di intersezione è un enorme volano per l’attività di ricerca e per i progetti sperimentali. La multidisciplinarità, infatti, consente di avere più angoli di prospettiva su tematiche che dallo specialista di settore singolo non possono mai essere abbracciate in toto. Ciascuno ha delle competenze e dei limiti, ma dove iniziano i limiti dell’uno, immaginando un virtuale passaggio di testimone, iniziano le competenze dell’altro.
Io sono convintissimo che la migliore ricerca venga fuori dal “brain storming” di persone con competenze multidisciplinari. Ed il messaggio che lancia è dirompente. Personalmente sto collaborando, nell’ambito scientifico, con fisici, chimici, biologi, ingegneri, statistici, oltre che medici e i risultati sono estremamente promettenti. C’è una grande voglia di collaborare e, soprattutto, ci sono delle professionalità in Unical che sono di livello altissimo, in ogni settore. Non avrei mai immaginato, se non lo avessi toccato con mano, che l’Unical è una fucina di eccellenze in ogni ambito. Credo fermamente che la combinazione che si è venuta a creare, di questo connubio tra medicina e gli altri storici e ben rodati rami, sia veramente una miscela magica».
La svolta economica: quanto costa l’innovazione?
A dimostrazione di una preparazione a 360 gradi, il giovane studioso non si è fermato all’innovazione tecnologica, ma compie un passo in più, addentrandosi nell’analisi farmacoeconomica. Ha elaborato un complesso modello di Markov su una popolazione virtuale di 10mila pazienti per effettuare l’analisi di Costo-Utilità (CUA – Cost Utility Analysis) per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. «L’analisi di una nuova terapia non si può mai fermare alla sola efficacia e sicurezza terapeutica», spiega Carlei.
«Un’azienda farmaceutica, infatti, non vede fallire un progetto solo per limiti clinici, ma anche quando la terapia risulta economicamente insostenibile e, di conseguenza, non rimborsabile dal sistema sanitario. Credo che sviluppare un’innovazione eccellente che però non riesce ad arrivare ai pazienti per limiti di costo rappresenti una vera e propria sconfitta per noi scienziati. L’esigenza di analizzare, dunque l’impatto farmacoeconomico di TAR-200 nasce da qui: dalla volontà di assicurarmi che l’innovazione clinica sia supportata dall’accessibilità reale del paziente».
Dal punto di vista regolatorio, l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) potrebbe presto riconoscere a TAR-200 lo status di «innovatività». Tuttavia, i calcoli farmacoeconomici della tesi hanno evidenziato un nodo centrale: a causa della copertura brevettuale, il costo del dispositivo potrebbe risultare troppo alto e, quindi, non Cost-Effective per i parametri italiani. Per garantire una sostenibilità ideale, sarà necessaria una negoziazione del prezzo al ribasso di circa il 90% rispetto alla stima iniziale dal mercato americano.
Sulle tempistiche di arrivo nelle corsie italiane, il Prof. Di Dio precisa: «al momento il dispositivo è autorizzato unicamente negli Stati Uniti, dove vigono delle regole diverse nell’ambito delle autorizzazioni/approvazioni dei farmaci. Le regole attuali dell’EMA (commissione europea) e dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) non consentono la messa in commercio del TAR -200. Sicuramente nel prossimo futuro, in considerazione dell’efficacia dimostrata del farmaco e nel momento in cui verranno ulteriormente fortificati gli elementi di costo/beneficio del presidio farmacologico, sarà disponibile anche in Italia».
Una porta aperta sulla medicina di domani
Spesso si sente dire che i giovani sono costretti ad andarsene per trovare grandi opportunità o per confrontarsi con la ricerca di alto livello. La storia che arriva dal Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria dimostra esattamente il contrario. Il TAR-200 è la prova scientifica che la tecnologia farmaceutica può prendere molecole che già conosciamo e svincolarle dai loro limiti, aprendo la strada a una nuova generazione di sistemi di somministrazioni localizzati declinabili ad altre patologie vescicali e principi attivi.
Ma è anche la dimostrazione di come una buona formazione sia importante, e alla domanda in che modo il percorso in CTF gli abbia dato gli strumenti giusti per il suo lavoro di tesi, Carlei afferma: «beh, il “modo” parte dal “chi”, un corpo docenti che non si è soffermato solo ad istruirci sulla loro disciplina, ma che ci ha ispirati ad un approccio traslazionale, a collegare conoscenze tra più branche. In questo modo ho potuto strutturare il mio lavoro di tesi in quella che mi piace definire “tecnologia farmaceutica traslazionale”. Inoltre, tale multidisciplinarità è evidenziata anche dal percorso Professionalizzante Nutrafarma – CTF, istituito ogni anno, che permette di sviluppare conoscenze aggiuntive come quelle che ho applicato per l’analisi di farmacoeconomica».
A confermare la visione del neodottore sono le parole della relatrice, la Prof.ssa Sonia Trombino, che riassume il valore di questa ricerca e il ruolo dell’ateneo calabrese: «La tesi di Francesco sintetizza perfettamente l’obiettivo il Corso di Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche della nostra Università: coniugare rigore scientifico e passione per la ricerca. Francesco ha dimostrato una brillante maturità, autonomia e una straordinaria voglia di mettersi in gioco. Come docente e relatrice, spero di essergli riuscita a trasmettere l’entusiasmo che ha guidato il suo lavoro. Il suo percorso testimonia che il nostro corso di laurea non forma solo professionisti eccellenti, ma coltiva talenti capaci di guardare il futuro con curiosità e determinazione ed è questo motivo di grande orgoglio».
Inoltre, aggiunge: «dispositivi avanzati come il TAR-200 ci dimostrano che la nuova frontiera della medicina non sta solo nel trovare nuove molecole, ma nel guidare i farmaci con precisione chirurgica esattamente dove servono, per tutto il tempo necessario. Quando la chimica d’avanguardia sposa la clinica, la ricerca si trasforma in una rivoluzione concreta: è possibile ridurre la tossicità dei farmaci per il paziente, ottimizzare le risorse della sanità pubblica restituendo reale qualità di vita a chi affronta la malattia. Per il Dipartimento di Farmacia e Scienze della Nutrizione dell’Unical, di cui faccio orgogliosamente parte, questo è il fulcro della mostra missione: fare scienza di frontiera, capace di superare le porte dei laboratori per fare la differenza reale, ogni giorno, per il paziente». Con questo lavoro l’Unical manda un messaggio forte al panorama medico nazionale: i nostri laboratori formano professionisti competenti, completi e pronti a guidare, al fianco dei medici illustri, la rivoluzione della medicina.