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13/03/2026 ore 12.42
Sanità

Tre robot per ridurre al massimo il rischio di infezioni nell’area dell’emergenza-urgenza ospedaliera

Le macchine supporteranno gli Oss nell’assistenza ai pazienti. L’ospedale di Cosenza è il primo in Italia che si è dotato di questa tecnologia. La soddisfazione del direttore generale Vitaliano De Salazar e la spiegazione tecnica del dottor Bruni «nel 2050 le infezioni ospedaliere rischiano di fare più vittime dei tumori»

di Massimo Clausi

L’ospedale civile dell’Annunziata si proietta nel futuro. Sono stati presentati alla stampa tre robot OSS dedicati all’igiene del paziente, progettati per supportare il personale sanitario nelle attività assistenziali, all’interno dell’area di Emergenza-Urgenza. Un investimento complessivo da circa 140mila euro l’anno che è il costo per il fitto di queste macchine prodigiose.

Particolarmente orgoglioso è il direttore generale Vitaliano De Salazar che parla di un ospedale proiettato nel futuro. «Questi tre robottini servono molto, servono innanzitutto all'abbattimento delle infezioni ospedaliere, servono ad alleggerire il lavoro degli Oss, servono a migliorare la qualità delle cure. Ci tengo a dire che questo è il primo ospedale, ad estensione nazionale, che adotta questa tecnologia, come attesta anche un certificato rilasciato dalla casa madre, ma sono convinto che nel giro di qualche mese, diversi nosocomi italiani adotteranno questa tecnologia».

Scherza De Salazar e parla di un Harry Potter dell’ospedale che poi non è altro che il dottor Andrea Bruni che ha fortemente voluto questa innovazione che, ci tengono quasi tutti a sottolinearlo, supporterà gli “umani” non si sostituirà ad essi. «Le buone idee vanno saputo cogliere - dice il dg - ho subito intuito la potenzialità di questa tecnologia e abbiamo lavorato moltissimo per ottenerla»

«Le infezioni ospedaliere rappresentano ormai un problema emergente - spiega Bruni - l'OMS stima che nel 2050 le infezioni faranno più vittime di quelle che fanno adesso le malattie tumorali, quindi abbiamo ritenuto opportuno dotarci di una tecnologia che supportasse gli operatori sanitari nel contrasto alle infezioni».

«I robot non sostituiscono gli Oss - ribadisce Bruni -, sono uno strumento che aiutano a perpetuare tutte le operazioni di nursing, quindi di igiene dei pazienti seguendo dei protocolli rigidi che servono appunto a fare in modo che non si propaghino le infezioni tra un paziente e l'altro. Da quando sono entrati in funzione studieremo l'efficacia di questi robot nel contrasto alle infezioni ospedaliere, ma c'è già molta letteratura al riguardo che ne dimostra l'efficacia»

In realtà, nonostante la presentazione sia avvenuta oggi, i robot sono operativi già da gennaio. Si tratta di un sistema guidato dall’intelligenza artificiale in cui è possibile programmare tutte le attività da svolgere e i dati da recuperare sui pazienti che vengono puntualmente immagazzinati e rielaborati,

Insomma come dice De Salazar l’Annunziata si è proiettata nel futuro con sentimenti un po’ contrastanti fra gli operatori. C’è chi chiama i robot con affetto Michelina e chi, invece, la guarda un po’ più preoccupato pensando ad un futuro da fantascienza alla Philip Dick.