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09/07/2026 ore 19.00
Società

A Portapiana una tavola lunga un rione. La cena condivisa che fa brillare lo spirito della comunità – FOTO

Nel cuore del centro storico di Cosenza centinaia di persone hanno condiviso cibo, storie e memoria. La seconda edizione è stata battezzata "ParmiJam", in onore alla parmigiana, ma l’ispirazione arriva dai Sud del mondo dove le barriere si abbattono stando insieme a tavola

di Alessia Principe

Una grande tavolata sotto le stelle, tra i vicoli del quartiere, le catene di lampadine spioventi e, sul colle, il Castello svevo, convitato di pietra, ma nel senso stretto. La cena di quartiere a Portapiana è stata un successo: la comunità si è raccolta in un serpentone al profumo di gnocchi al sugo, stinco, melanzane, polpette, pasta al forno. Ognuno è arrivato al proprio posto con qualcosa di pronto. Le bibite raffreddavano nelle fontane, la musica colorava l’aria e nessuno è rimasto in piedi.

«La seconda edizione l'abbiamo chiamata "ParmiJam" perché la parmigiana ne è stata il simbolo - racconta Francesco “Frankie” Manocchio glocal per vocazione -. L'anno scorso fu la notte della polpetta: ne hanno preparate più di 700. Ogni anno scegliamo una pietanza, ma poi ognuno prepara quello che vuole. Fa parte dello spirito della cosa».

L'evoluzione hip-pop dell'antichissima festa, che affonda le sue radici in un secolo di storia legata alla Madonna della Sanità e dei Santi Medici, è arrivata da due anni a questa parte. Negli anni Novanta il quartiere, complice lo spopolamento dei centri storici, era poco vivace e anche la festa aveva conosciuto un certo declino. 

«Poi uno dei responsabili del comitato della parrocchia mi ha chiesto una mano per riorganizzare la festa e ho pensato a questa idea, quella dell'unica grande tavolata che mi era capitato di vedere in Spagna, ad Altea, ma anche a Bordeaux e a Maiorca. Ho detto: perché no? Ma ho voluto dare all'evento una veste comunicativa speciale: abbiamo fotografi, social media, c'è cura per l'aspetto grafico e per i contenuti. Abbiamo portato fuori dalle case le mamme e le nonne e le abbiamo messe davanti all'obiettivo per raccontare le loro ricette. Si sono divertite moltissimo».

A orchestrare tutto il Comitato Boomerang («perché Portapiana dall'alto è un po' incurvata e perché certe cose belle, una volta lanciate, tendono a ritornare»), insieme a Le Par-MammyJam, al Comitato-Parrocchia. Oggi i social sono invasi degli scatti che restituiscono un colpo d’occhio bellissimo. Quella lingua di luci e umanità raccolta immersa nella notte.

«L'anno scorso, come intrattenimento, abbiamo destagionalizzato la strina dal Natale, declinandola in tarantella. Quest'anno la tavolata era così lunga e ricca che abbiamo chiamato due dee-jay che, dalla fine della messa, hanno fatto accoglienza musicale ai tanti, tantissimi che sono venuti».

La cena di quartiere è condividere, brindare, è la soglia di casa che perde i suoi confini, il vicino che diventa un famigliare, un amico, non più un estraneo. È tornare a uno spirito di fiducia, di comunità, che oggi sembra smarrito.