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17/03/2026 ore 09.31
Società

Agguato Morfò, Aprile (SIM): «Urgente trasformare la Tenenza in Gruppo Carabinieri»

Segretario Generale Aggiunto Nazionale del SIM Carabinieri commenta il grave fatto di cronaca consumato qualche giorno fa a Corigliano Rossano: «Territorio ampio che richiede una struttura organizzata più forte»

di Emilia Canonaco

Antonio Aprile, Segretario Generale Aggiunto Nazionale del SIM Carabinieri, commenta l'agguato avvenuto domenica pomeriggio a Corigliano Rossano, nell'area urbana di Rossano, a Domenico Morfò. La sparatoria, che ha portato al fermo di un 41enne, si è consumato con modalità estremamente spregiudicate in un territorio densamente frequentato. L'attentato rappresenta un fatto di eccezionale gravità che impone una riflessione immediata e concreta sul rafforzamento degli assetti di sicurezza nel territorio della Sibaritide. Gli uomini dell'Arma hanno offerto però una risposta immediata con un'indagine lampo individuando il presunto autore.

Segretario Aprile, l’agguato a Morfò avvenuto nel centro di Corigliano-Rossano ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Qual è la sua lettura di questo episodio e cosa ci dice sul livello di criminalità presente nella Sibaritide?
«Si tratta di un episodio grave che ha inevitabilmente colpito l’opinione pubblica. Tuttavia è importante ricordare che questo territorio rappresenta una realtà molto importante sotto diversi aspetti: dal punto di vista turistico, economico e per le prospettive di crescita che può avere all’interno del contesto regionale».

Negli ultimi anni questo territorio è stato duramente attaccato dalla criminalità, ma allo stesso tempo c’è stata una risposta forte e concreta dello Stato. Le forze dell’ordine svolgono ogni giorno un lavoro costante di presidio e controllo del territorio.
«È giusto sottolineare che questo impegno viene portato avanti con grande professionalità, ma anche con molti sacrifici da parte del personale, soprattutto considerando le carenze di organico. Nonostante queste difficoltà, uomini e donne in divisa continuano quotidianamente a garantire sicurezza e a dare risposte concrete ai cittadini».

Nonostante la gravità dei fatti, i Carabinieri sono riusciti in tempi molto rapidi a individuare un sospettato. Quanto conta, in territori complessi come questo, la conoscenza capillare del territorio da parte delle forze dell’ordine?
«Conta moltissimo. La conoscenza del territorio e del tessuto sociale rappresenta uno degli strumenti più importanti per chi opera quotidianamente nella sicurezza».

I Carabinieri lavorano costantemente a stretto contatto con i cittadini e con le comunità locali. Questo rapporto diretto consente di conoscere dinamiche, situazioni e contesti che spesso risultano determinanti sia nella prevenzione dei reati sia nelle attività investigative.
«La presenza costante sul territorio e il dialogo con la comunità rappresentano quindi un valore aggiunto fondamentale per garantire sicurezza e legalità».

Il SIM Carabinieri chiede da tempo che il Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano venga elevato a Gruppo. Perché questa scelta sarebbe così importante per la sicurezza dell’intera area jonica?
«Perché parliamo di un territorio molto ampio, con una popolazione numerosa e con dinamiche che richiedono una struttura organizzativa più forte. L’elevazione a Gruppo Carabinieri consentirebbe una gestione più efficiente delle risorse, un coordinamento più efficace tra i reparti e un rafforzamento delle attività investigative e di controllo del territorio. Si tratta di una richiesta che nasce dall’esperienza di chi lavora ogni giorno sul campo e che ha come unico obiettivo quello di garantire maggiore sicurezza a tutta l’area jonica».

Corigliano-Rossano è oggi una delle città più grandi della Calabria per popolazione ed estensione. Ritiene che l’attuale assetto dei presìdi di sicurezza debba essere revisionato rispetto alle dimensioni e alla complessità del territorio?
«Il territorio è estremamente vasto e articolato e proprio per questo richiede una presenza sempre più forte dello Stato. Più un’area è grande e complessa, più le organizzazioni criminali cercano di radicarsi. Per questo riteniamo necessario rafforzare la presenza delle forze dell’ordine non solo in questo territorio ma, più in generale, in tutto il Sud Italia. Come SIM Carabinieri stiamo chiedendo a livello nazionale un aumento del turnover almeno del 110-120%, perché oggi molti militari vanno in pensione e il ricambio non è sufficiente. Senza un adeguato rafforzamento degli organici diventa difficile garantire un controllo capillare ed efficace. Inoltre sarebbe importante valutare anche l’istituzione di una stazione dei Carabinieri nella località di Schiavonea, che consentirebbe un presidio più forte sia durante la stagione estiva, quando la popolazione aumenta sensibilmente, sia nel periodo invernale, in un’area dove è presente una significativa comunità di lavoratori stranieri impiegati stagionalmente nel comparto agricolo».

Quali sarebbero, in concreto, i vantaggi operativi per investigatori e cittadini se il Reparto Territoriale venisse trasformato in Gruppo Carabinieri? E quali passi istituzionali servono perché questa proposta diventi realtà?
«La trasformazione in Gruppo Carabinieri porterebbe innanzitutto a un rafforzamento del controllo del territorio e a una migliore organizzazione operativa, anche in collaborazione con le altre forze di polizia. Tra gli aspetti più importanti ci sarebbe l’istituzione della Compagnia dei Carabinieri di Corigliano-Rossano, che rappresenterebbe un presidio ancora più forte e strutturato per l’intero territorio. Questo consentirebbe di migliorare il coordinamento delle attività operative, rafforzare il controllo capillare dell’area e potenziare il lavoro investigativo. Dal punto di vista operativo si avrebbe un potenziamento delle strutture investigative e una distribuzione più equilibrata del personale, permettendo una presenza ancora più efficace sul territorio. Bisogna inoltre considerare che quest’area è interessata da importanti opere infrastrutturali, come gli interventi sulla Statale 106, il nuovo ospedale della Sibaritide e diversi progetti finanziati con i fondi del PNRR.

Si tratta di investimenti molto rilevanti che inevitabilmente attirano anche l’interesse delle cosche della ’ndrangheta. Per questo è fondamentale rafforzare la presenza dello Stato. I passi istituzionali sono chiari: la politica deve comprendere che in questo momento è necessario investire nella sicurezza, sia aumentando gli organici attraverso concorsi straordinari, sia potenziando le strutture sul territorio. Un segnale importante è già arrivato con il potenziamento del presidio di Trebisacce, che rappresenta un risultato significativo. Tuttavia continuiamo a ribadire con forza che l’istituzione del Gruppo Carabinieri a Corigliano-Rossano è fondamentale per garantire maggiore sicurezza in un’area molto vasta che arriva quasi fino ai confini con Cirò Marina, un territorio anch’esso delicato sotto il profilo della sicurezza».