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23/01/2026 ore 20.07
Società

Scrivono al Presidente Mattarella e vengono invitati al Quirinale: l’emozione degli alunni di Rende

Una classe di quinta Primaria dell’Istituto comprensivo Rende Centro San Fili accolta al Quirinale dopo una lettera: un’esperienza tra cittadinanza, identità e futuro

di Redazione

A volte la cittadinanza attiva nasce da un foglio di carta e da una domanda sincera. È così che una classe di quinta Primaria dell’Istituto comprensivo Rende Centro San Fili si è ritrovata varcare le porte del Quirinale, dopo aver scritto al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Nel cuore del centro storico di Rende, la scuola guidata dalla dirigente Antonella Gravina non ha lasciato cadere l’occasione e venerdì 23 gennaio, alle 10.15, si è presentata puntuale all’appuntamento romano. Un’esperienza nata all’interno di un percorso di educazione civica, promosso dall’insegnante Lucia Portone, che ha saputo trasformare la curiosità dei bambini in un gesto concreto.

«I bambini avevano tante curiosità intorno alla figura del Presidente della Repubblica e sognavano di andare nella Capitale per conoscerlo. Qualcuno, nelle lettere che abbiamo scritto, l’ha persino invitato a venire a Cosenza per visitare i monumenti, ma soprattutto per condividere la fede calcistica e il tifo per i colori rossoblù», racconta l’insegnante, sottolineando l’entusiasmo che ha accompagnato ogni fase del progetto.

L’invito ufficiale ha emozionato l’intera comunità scolastica. «Quando ci hanno contattato dalla Segreteria del Quirinale è stata un’emozione anche per noi. Non potevamo deludere i nostri studenti e abbiamo fatto con gioia la nostra parte per realizzare questo piccolo sogno», spiega Anna Canonaco, Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi.

Tra stupore e meraviglia, i ragazzi hanno potuto visitare gli spazi simbolo del palazzo: dallo studio del Presidente al balcone che ha dato origine alla tradizione dell’Angelus, quando il Quirinale era sede papale. Un percorso che ha intrecciato storia istituzionale e memoria collettiva, stimolando nuove domande.

Tanti gli interrogativi affidati idealmente al Capo dello Stato: dal rapporto con i suoi maestri a come immagina il Paese tra trent’anni, fino alla curiosità se esisteranno ancora borghi come quello di Rende Centro. «Ci piace pensare che molto dipenderà anche da quanto ognuno di noi saprà fare la propria parte nell’essere custode della tradizione», affermano i ragazzi, consegnando alla giornata un messaggio semplice e potente.