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19/09/2026 ore 20.03
Società

Alzheimer, il modello dei Cafè Rotary di Cosenza si estende alla Calabria

Il progetto, nato sette anni fa nel Cosentino, offre attività ai malati e sostegno psicologico ai familiari. Ora diventa iniziativa del Distretto Rotary 2102

di Redazione

Accogliere le persone affette dalla malattia di Alzheimer, contrastarne l’isolamento e offrire sostegno alle famiglie che ne affrontano quotidianamente le conseguenze. È la missione dei Cafè Alzheimer, spazi informali nei quali attività, ascolto e socializzazione diventano parte di un percorso di accompagnamento parallelo alle cure mediche.

Il modello promosso nel Cosentino dal Rotary, attivo da sette anni, è ora destinato a estendersi all’intera Calabria. L’esperienza è infatti diventata un progetto del Distretto Rotary 2102, con l’obiettivo di replicarne progressivamente le caratteristiche sul territorio regionale.

L’iniziativa viene rilanciata in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, celebrata il 21 settembre, appuntamento dedicato all’informazione sulla patologia, al superamento dello stigma e alla sensibilizzazione sui bisogni dei malati e dei caregiver.

Cosa sono i Cafè Alzheimer

I Cafè Alzheimer nascono da un’intuizione maturata nei Paesi Bassi e successivamente diffusasi in numerose realtà europee. Sono luoghi strutturati come spazi conviviali, simili a un bar o a un caffè, nei quali le persone con Alzheimer possono trascorrere alcune ore insieme ai familiari e agli accompagnatori.

Non sostituiscono l’assistenza sanitaria, ma offrono occasioni di relazione, partecipazione e ascolto. La formula punta a creare un ambiente protetto e informale, capace di ridurre la solitudine e di favorire una diversa convivenza con la malattia.

Nel territorio cosentino il primo Cafè Alzheimer Rotary è stato costituito su iniziativa del Rotary Club Cosenza Nord, con l’impulso del socio Pietro Leo. La rete coinvolge complessivamente otto club: Cosenza Nord, Cosenza, Rende, Rogliano Valle del Savuto, Presila Cosenza Est, Montalto Uffugo, Cosenza Sette Colli e Mendicino Serre Cosentine.

I laboratori dedicati agli ospiti

Gli incontri iniziano con l’accoglienza delle persone affette da Alzheimer, alle quali vengono proposte attività semplici e diversificate. I laboratori sono pensati per incoraggiare la partecipazione, stimolare le capacità residue e rafforzare la percezione del presente, evitando situazioni faticose o potenzialmente fonte di ansia.

«Davvero tante le meravigliose sorprese che ci hanno riservato, con la loro passione e la loro voglia di vivere mai sopite, con le loro inaspettate abilità», racconta Antonietta Converso, presidente della sottocommissione distrettuale “Alzheimer e dintorni” e responsabile dell’Alzheimer Cafè.

Un ruolo centrale è affidato ai volontari. Dopo uno specifico percorso di formazione, ciascuno mette a disposizione sensibilità, competenze e conoscenze personali per costruire attività accessibili, interessanti e rispettose delle condizioni dei partecipanti.

Il gruppo di ascolto per le famiglie

Parallelamente alle attività rivolte agli ospiti, familiari e accompagnatori possono partecipare a un gruppo di ascolto guidato dalla psicoterapeuta Serafina Lavigna.

Lo spazio è dedicato alle difficoltà emotive, organizzative e relazionali che accompagnano la gestione della malattia. Attraverso il confronto, i caregiver possono condividere esperienze e fatiche, ricevendo sostegno professionale e conforto reciproco.

L’Alzheimer, infatti, non incide soltanto sulla persona che riceve la diagnosi, ma coinvolge profondamente l’intero nucleo familiare. Per questo il progetto considera l’assistenza ai caregiver parte integrante dell’intervento.

La convivialità come strumento di inclusione

Ogni incontro si conclude con un momento collettivo, durante il quale vengono condivisi bevande e dolci, talvolta preparati dagli stessi partecipanti.

La convivialità non rappresenta soltanto una fase ricreativa, ma diventa uno strumento per favorire lo scambio di impressioni, la conoscenza reciproca e la costruzione di legami affettivi. In questo modo il Cafè prova a restituire normalità a persone e famiglie spesso esposte all’isolamento sociale.

Il progetto diventa regionale

Il riconoscimento ottenuto all’interno del Distretto Rotary 2102 apre adesso una nuova fase. L’obiettivo è riprodurre l’esperienza in altre aree della Calabria, mantenendo centrali i bisogni dei malati e dei loro familiari.

«Le risorse e l’impegno richiesti non sono di poco conto – sottolinea Antonietta Converso – ma la nostra esperienza ci fa dire che nel Cafè sono colte e considerate centrali le esigenze dei malati e dei loro familiari e la loro silenziosa richiesta di aiuto».