«Alzo il volume dei ragazzi come me»: Antonio Caruso, l’“Avvocato” che racconta Quattromiglia sui social – VIDEO
Studente 17enne dell'Istituto alberghiero, si aggira tra i cubi dell'Unical con una telecamera e intervista i ragazzi su temi seri e meno seri: «Voglio valorizzare il territorio e provare a risolvere qualche problema»
C'è qualcosa di controcorrente nell'idea di un ragazzo di 17 anni dell'Istituto alberghiero di Cosenza che gira tra i bar e i cubi dell'Università della Calabria con una telecamera, fermando studenti per chiedergli cosa pensano del caro trasporti e affitti, del reddito di merito, della dicotomia fascismo-comunismo. In un'epoca in cui i social premiano il nulla cosmico e\o il trash, il giovane content creator Antonio Caruso - in arte L'Avvocato perché, come evidenziato da lui stesso, «controbatto e ho da ridire su tutto» - ha scelto di restituire al territorio uno specchio in cui riconoscersi attraverso le istanze, anche e soprattutto serie, dei più giovani.
La genesi del progetto “L’Avvocato”
Dietro ogni progetto che funziona c'è quasi sempre una storia semplice. Antonio Caruso – che “da grande” vorrebbe iscriversi al corso di Scienze della Comunicazione – ha capito prima di molti coetanei che l'unico modo per raccontare un territorio è viverlo e ascoltarlo. Tutto parte dalla musica, una passione viscerale che diventa il pretesto per aprire canali e creare contenuti: «Il progetto L'Avvocato nasce grazie innanzitutto alla musica. Io sono amante della musica quindi ho detto: apriamo un canale Youtube, Instagram e TikTok in cui parlarne».
Per iniziare ad avere seguito serviva però un contesto vivo, una comunità con cui dialogare: «Ho capito che dovevo prendermi il territorio. A Quattromiglia abbiamo l'Unical dove ci sono tanti ragazzi, dunque ho iniziato a fare delle interviste, mi è piaciuto tanto e ho deciso di agire in un'ottica di valorizzazione del territorio». Un intento reso possibile anche dalla collaborazione con le popolari pagine Instagram di Community Cosenza e Community Quattromiglia.
Un laboratorio di sociologia
Scorrere i contenuti de L'Avvocato significa immergersi nel piccolo universo di Quattromiglia, dove tra un caffè e una lezione universitaria si discute di affitti alle stelle, intelligenza artificiale, politica e diritti, senza rinunciare all'ironia e alle provocazioni più surreali – perché, come afferma, «c’è anche bisogno di una risata».
Nonostante la presenza della telecamera – aggiunge – le conversazioni mantengono una sorprendente spontaneità: «Si potrebbe pensare che in riflettori possano imbarazzare le persone e invece questa tensione si trasforma in qualcosa di positivo ed esce fuori qualcosa di estremamente sincero».
E come convince i ragazzi a fermarsi? Il marchio di fabbrica del progetto – dice Antonio – è ormai questo: «Ti rubo 30 secondi». Nella maggior parte dei casi, però, quei trenta secondi si trasformano in conversazioni ben più lunghe. «Le persone si fermano e parlano anche più del dovuto. Alla fine, ci divertiamo insieme».
L'incontro con il Rettore Gianluigi Greco
Forte della crescente visibilità conquistata sui social, Antonio Caruso ha attirato anche l'attenzione delle istituzioni accademiche. Il rettore dell'Università della Calabria, Gianluigi Greco, ha infatti voluto incontrarlo per valutare possibili forme di collaborazione. Un riconoscimento tutt'altro che scontato.
Antonio racconta l'incontro con entusiasmo: «È stata una grande emozione. È emerso che durante gli Unical Games ci saranno le interviste dell'Avvocato e verranno realizzati contenuti per valorizzare l'università e la Calabria».
Sul possibile futuro professionale del progetto, Antonio distingue però con chiarezza tra passione e lavoro. «Quando si parla di valorizzare Quattromiglia e la Calabria lo faccio senza scopo di lucro, perché lo faccio con il cuore. Poi è chiaro che si aprono delle opportunità e, avendo la volontà di diventare social media manager, vorrei trasformare questa passione anche in un lavoro».
Un sogno concreto per Quattromiglia
Se la visibilità ottenuta sui social potesse tradursi in un cambiamento concreto per il territorio, Antonio non avrebbe dubbi su quali battaglie scegliere prioritariamente: «I trasporti e la sicurezza. I primi perché gravano in maniera sempre più importante sulle tasche delle famiglie. La seconda perché i cittadini devono poter vivere serenamente».
Un tema che richiama episodi di cronaca recenti e che, nell'area universitaria, si lega soprattutto alla questione del randagismo. Una risposta forse meno immediata di quelle che ci si aspetterebbe da un giovane content creator, ma che restituisce bene il rapporto quotidiano che Antonio mantiene con il territorio che racconta.