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20/04/2026 ore 13.47
Società

Biglietti bus più cari tra Cosenza, Rende e Unical: Rifondazione attacca «Mobilità a rischio»

Il partito denuncia gli aumenti e chiede l’intervento della Regione: «Un diritto non può diventare un lusso»

di Redazione

Aumentano i costi del trasporto pubblico e si riaccende il dibattito sul diritto alla mobilità nell’area urbana di Cosenza. Rifondazione Comunista interviene con una nota dura contro la decisione del Consorzio Autolinee di ritoccare al rialzo i prezzi dei biglietti sulla tratta Cosenza–Rende–Unical.

Una scelta definita «inaccettabile», perché colpisce direttamente studenti, lavoratori e pendolari, già alle prese — secondo il partito — con un servizio spesso insufficiente. Il rincaro si inserisce inoltre in un quadro più ampio che riguarda l’intero sistema regionale, con aumenti registrati anche sulla fascia jonica, in particolare sulle corse gestite da Intersaj.

Nel dettaglio, si parla di incrementi fino a 6 euro a biglietto nel giro di pochi mesi, con ulteriori picchi nei giorni a ridosso delle festività pasquali. Collegamenti, sottolinea Rifondazione, fondamentali per garantire la mobilità tra Calabria, Basilicata e Puglia, spesso in assenza di valide alternative ferroviarie.

Il punto politico è netto: «Questi non sono servizi accessori, ma collegamenti essenziali». In molte aree della regione, prendere il pullman rappresenta infatti una necessità, non una scelta.

La nota si allarga poi a una critica più generale al sistema del trasporto pubblico locale calabrese, definito da anni in condizioni critiche. In alcune tratte, come lungo la costa jonica, l’assenza di collegamenti ferroviari efficienti avrebbe favorito situazioni di monopolio, con costi in crescita e qualità del servizio invariata.

Nel documento viene citato anche il caso di Amaco, indicato come esempio di una gestione fallimentare del servizio pubblico, con ripercussioni sia sugli utenti sia sui lavoratori.

Da qui la richiesta alla Regione Calabria di un intervento immediato: bloccare gli aumenti, garantire tariffe accessibili e avviare un piano di rilancio del trasporto pubblico che rimetta al centro i bisogni delle comunità.

La posizione è sintetizzata in una linea chiara: la mobilità deve restare un diritto e non trasformarsi in un costo insostenibile per i cittadini. La nota è firmata da Domenico Passarelli e Stefano Vento per Rifondazione Comunista Cosenza.