Alluvione di febbraio, a Caloveto ristori fino a 5mila euro per le case danneggiate: domande entro il 21 novembre
Il Comune avvia la ricognizione dei danni agli immobili privati in attuazione della legge regionale n. 32/2026. La Regione ha stanziato fino a 10 milioni; gli importi sono massimali, non contributi automatici
Il Comune di Caloveto ha pubblicato una manifestazione di interesse per la ricognizione dei danni agli immobili privati causati dagli eventi alluvionali dell’11-20 febbraio 2026. Proprietari e detentori degli immobili danneggiati possono presentare domanda entro le 12 di sabato 21 novembre per l’eventuale riconoscimento di un sostegno economico.
L’avviso attua la legge regionale n. 32 del 7 ottobre 2026. Lo ha comunicato il sindaco Umberto Mazza.
Gli importi
La Regione Calabria ha autorizzato una spesa complessiva fino a 10 milioni di euro. Gli importi massimi sono di 5mila euro per gli immobili adibiti a residenza principale e di 2mila euro negli altri casi. Si tratta di massimali e non di contributi riconosciuti automaticamente: la somma spettante sarà stabilita in base alle risorse disponibili e al riparto regionale.
Come presentare domanda
La domanda va presentata esclusivamente sul modello predisposto dal Comune, attestando il titolo di proprietà o detenzione dell’immobile, i danni riconducibili all’alluvione e l’assenza di altri indennizzi per gli stessi danni.
Le istanze possono essere inviate tramite Pec all’indirizzo comune.caloveto@asmepec.it oppure consegnate a mano all’Ufficio protocollo, in piazza dei Caduti.
Al termine della raccolta, il Comune effettuerà le verifiche e trasmetterà alla Regione l’elenco dei potenziali beneficiari. Sarà la Regione a definire il riparto e l’assegnazione delle risorse.
Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio tecnico comunale, responsabile l’architetto Antonella Maringolo, al numero 0983 63005.
«L’obiettivo dell’Amministrazione è consentire a tutti i potenziali aventi diritto di essere considerati nella procedura, affinché nessuna opportunità di sostegno venga dispersa per mancanza di informazione», afferma Mazza.