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20/06/2026 ore 18.49
Società

La Camera Penale di Cosenza difende il Coa Bologna: «Giù le mani dall’Avvocatura»

Il direttivo cosentino interviene dopo la presa di posizione della Giunta Anm dell’Emilia-Romagna sul parere espresso dal Consiglio dell’Ordine

di Redazione

La Camera Penale di Cosenza si schiera al fianco del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna dopo la presa di posizione della Giunta Anm dell’Emilia-Romagna sul parere non favorevole espresso dal Coa bolognese in merito alla domanda di “tramutamento” di un magistrato da pubblico ministero a giudice.

In una nota diffusa il 20 giugno 2026, il Consiglio direttivo della Camera Penale cosentina denuncia quello che viene definito un attacco all’autonomia dell’Avvocatura istituzionale, rivendicando il diritto degli Ordini forensi di esprimere valutazioni motivate nei casi previsti dalla legge.

La nota della Camera Penale di Cosenza

Il documento parte da una contrapposizione netta tra il dibattito dei giorni scorsi sull’autonomia della magistratura e l’intervento della Giunta Anm dell’Emilia-Romagna nei confronti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna.

Secondo la Camera Penale di Cosenza, l’Anm avrebbe prima sostenuto che la vittoria referendaria del “Sì” avrebbe inciso sull’autonomia della magistratura, salvo poi contestare l’esercizio di una prerogativa riconosciuta all’Avvocatura.

«Oggi, la Giunta Anm dell’Emilia-Romagna attacca il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna per aver esercitato il sacrosanto diritto a esprimere il motivato parere non favorevole, previsto dalla legge, sulla domanda di “tramutamento” di un magistrato, da pubblico ministero a giudice», si legge nella nota.

Il nodo del parere del Coa Bologna

Il punto centrale riguarda il parere espresso dal Coa di Bologna sulla richiesta di passaggio di funzioni di un magistrato. Per la Camera Penale cosentina, quel parere rientra nelle attribuzioni previste dalla normativa e rappresenta una manifestazione dell’autonomia dell’Avvocatura.

Nella nota viene contestato il contenuto della presa di posizione dell’Anm Emilia-Romagna, che avrebbe accusato il Consiglio dell’Ordine di Bologna di aver agito «al di fuori di ogni previsione normativa, in quanto motivata esclusivamente sull’opportunità di un passaggio di funzioni consentito ex lege».

La Camera Penale di Cosenza respinge questa lettura e giudica particolarmente grave anche l’accusa rivolta al Coa bolognese di aver tenuto una posizione «evidentemente ancorata a una visione ideologica e pregiudiziale».

«Giù le mani dall’autonomia dell’Avvocatura»

Il passaggio più netto del comunicato è rivolto alla tutela dell’autonomia forense. La Camera Penale di Cosenza rivendica il ruolo istituzionale dell’Avvocatura e la libertà dei suoi organismi rappresentativi di esprimere valutazioni nell’esercizio delle proprie funzioni.

«Giù le mani dall’autonomia dell’Avvocatura», afferma il direttivo cosentino.

Il documento prosegue con un messaggio di solidarietà ai consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Bologna: «La Camera Penale di Cosenza è vicina alla forza delle idee libere delle consigliere e dei consiglieri della massima istituzione forense di Bologna».

La posizione del direttivo cosentino

La nota è firmata dal Consiglio direttivo della Camera Penale di Cosenza, composto da Alessandra Adamo, Valentina Spizzirri, Francesco Chiaia, Giuseppe Manna, Fabrizio Loizzo, Angelo Nicotera, Guido Siciliano, dal segretario Francesco Santelli e dal presidente Roberto Le Pera.