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25/01/2026 ore 09.17
Società

Camigliatello, piste chiuse dopo il brusco rialzo termico: la stagione andrà in… bianco?

Dopo la grande nevicata della scorsa settimana, le temperature quasi primaverili hanno compromesso il manto nevoso. L’Arsac chiude pista rossa e pista blu per motivi di sicurezza

di Alessia Principe

Prima la grande nevicata e adesso temperature di nuovo (quasi) primaverili. Niente di buono sul fronte neve per Camigliatello e gli amanti degli sport invernali. L’Arsac ha comunicato infatti la chiusura totale della pista rossa e della pista blu. La decisione arriva dopo un rapido innalzamento delle temperature che, in poche ore, ha compromesso il manto nevoso artificiale preparato e mantenuto dalle maestranze. Lo strato di riporto si è ridotto al punto da non garantire più le condizioni minime di sicurezza richieste per l’apertura al pubblico.

La direzione spiega che, nonostante gli sforzi degli operatori, il fondo non ha retto allo sbalzo termico, con il rischio di esposizione di tratti ghiacciati e discontinui che avrebbero potuto mettere in pericolo gli sciatori. Per questo motivo si è scelto di sospendere ogni attività, in attesa che le condizioni meteo permettano un ripristino adeguato del tracciato.

Il monitoraggio proseguirà nelle prossime ore, con un’attenzione particolare all’evoluzione delle temperature e all’eventuale possibilità di riprendere l’innevamento artificiale se il clima tornerà favorevole.

Dalla grande nevicata al brusco rialzo termico

Il quadro attuale arriva a pochi giorni da un evento meteorologico opposto. Nella scorsa settimana, infatti, un’ondata di maltempo aveva portato un’abbondante nevicata sull’Altopiano della Sila, consentendo agli impianti del territorio di aprire le prime finestre di attività stagionale. La direttrice dell’Arsac, Fulvia Caligiuri, aveva manifestato un cauto ottimismo, dopo la delusione della stagione 2025 che era stata particolarmente avida di neve. 

L’imbiancata aveva alimentato un cauto ottimismo, con temperature rigide che avevano favorito anche il lavoro dei cannoni. E invece già da qualche giorno è arrivata la doccia fredda (ma non abbastanza). Il clima si è intenerito e la neve ha cominciato a sciogliersi rapidamente.

A partire da metà settimana, infatti, un flusso caldo di origine atlantica ha iniziato a risalire verso il Sud Italia, determinando un aumento repentino delle temperature, ben al di sopra della media stagionale. Il cambio di scenario ha provocato un progressivo scioglimento del manto naturale e ha reso difficile la conservazione della neve artificiale prodotta nei giorni precedenti.

Il risultato è una condizione del fondo non compatibile con gli standard di sicurezza richiesti dalla gestione degli impianti. Una situazione che, spiegano i tecnici, potrebbe evolvere rapidamente in positivo solo in caso di un nuovo abbassamento termico già nei prossimi giorni.

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Le previsioni per i prossimi giorni

Guardando all’immediato futuro, però, non ci sono prospettive di cambiamento di ribaltamento rispetto alle temperature di oggi. Non è previsto un significativo ritorno di freddo o neve utile per ripristinare in modo consistente la copertura utile alle piste: si prevede pioggia, nuvolosità e temperature ancora troppo miti per la neve a quote basse o medie.

Le polemiche

Intanto sui social diversi utenti avevano, nei giorni scorsi, segnalato criticità riguardo allo stato delle piste e alla qualità del manto, lamentando tratti scoperti e condizioni non ottimali già prima del peggioramento climatico. Le segnalazioni hanno allimentato un dibattito acceso sulla gestione dell’innevamento e sugli investimenti necessari per garantire continuità alla stagione invernale.

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Alcuni sciatori hanno sottolineato come la grande nevicata dei giorni scorsi avesse creato aspettative elevate, poi disattese da un ritorno repentino di temperature quasi primaverili. Altri hanno invece puntato il dito sulla necessità di programmare in modo più efficiente gli interventi di manutenzione e conservazione della neve artificiale quando il clima diventa sfavorevole.