Cammino di Sant’Angelo d’Acri, a Belvedere Marittimo avviato il confronto sul progetto
Fondazione Rinascita e UNPLI Cosenza lavorano a un itinerario tra fede, cultura e sviluppo locale. Greco annuncia un’iniziativa in Regione
Conoscere i luoghi legati alla vita di Sant’Angelo d’Acri, individuare un itinerario coerente e percorribile, organizzare i servizi e coinvolgere le comunità. Sono i primi obiettivi emersi a Belvedere Marittimo durante la tavola rotonda “Sui passi dei Santi: verso il Cammino di Sant’Angelo d’Acri”.
L’incontro, promosso dalla Fondazione Rinascita e da UNPLI Cosenza, ha riunito amministratori, rappresentanti della comunità religiosa ed esponenti delle realtà impegnate nella gestione dei cammini culturali.
Il progetto è ancora in una fase preliminare di studio e programmazione. Il confronto ha permesso di individuare le condizioni necessarie per trasformare la proposta in un itinerario religioso e culturale organizzato.
Il legame di Sant’Angelo con Belvedere Marittimo
La scelta di Belvedere Marittimo nasce dal rapporto tra la città tirrenica e la formazione religiosa di Sant’Angelo d’Acri, al secolo Luca Antonio Falcone.
Come ricordato da fra Rocco Timpano, il giovane iniziò nel Convento dei Cappuccini di San Daniele il terzo noviziato nel novembre 1690 e pronunciò la professione religiosa l’anno successivo.
Il convento, intitolato a San Daniele Fasanella, custodisce così una parte significativa della vicenda umana e spirituale del santo di Acri. La struttura è destinata a diventare una delle tappe del futuro Cammino, qualora il progetto raggiunga la fase attuativa.
La tavola rotonda è stata inserita nei festeggiamenti in onore di San Daniele. Il sindaco di Belvedere Marittimo, Vincenzo Cascini, ha richiamato il valore della devozione cittadina e la necessità di tutelare e trasmettere il patrimonio religioso locale.
La collaborazione tra Belvedere e Acri
Il progetto guarda naturalmente ad Acri, città natale di Sant’Angelo. L’assessore comunale alla Cultura Mario Bonacci ha prospettato una collaborazione tra le amministrazioni attraverso iniziative culturali ed educative e occasioni di conoscenza reciproca.
Il confronto è stato esteso anche alle esperienze già sviluppate lungo altri cammini calabresi. La sindaca di San Marco Argentano, Virginia Mariotti, ha richiamato il rapporto del suo territorio con la giovinezza di San Francesco di Paola e l’esperienza della “Via del Giovane”.
Il dialogo con itinerari esistenti dovrebbe servire a individuare pratiche organizzative utili, mantenendo distinte la storia e l’identità di ciascun percorso.
Tracciato, tappe e responsabilità ancora da definire
Mario Martino, presidente del Consorzio di Gestione dei Cammini culturali, ha evidenziato gli aspetti tecnici da affrontare. Tra questi figurano l’individuazione delle tappe, la verifica della percorribilità, l’organizzazione delle informazioni e la definizione delle responsabilità di gestione.
Il Cammino non dispone ancora di un tracciato definitivo. La ricerca storica dovrà quindi essere affiancata da una ricognizione dei luoghi, delle infrastrutture, delle strutture ricettive e dei servizi disponibili.
L’obiettivo è costruire un itinerario capace di conservare il proprio significato spirituale e, nello stesso tempo, garantire condizioni adeguate di sicurezza, orientamento e accoglienza.
Il coinvolgimento delle scuole e dei giovani
Il presidente della Fondazione Rinascita, Alessandro Crocco, ha posto al centro del progetto la conoscenza della figura di Sant’Angelo e della ricerca spirituale che accompagnò la giovinezza di Luca Antonio Falcone.
Una vicenda segnata da esitazioni, ripartenze e scelte che, secondo Crocco, conserva una capacità particolare di parlare anche alle nuove generazioni.
Da questa lettura nasce la proposta di coinvolgere le scuole e i giovani attraverso attività educative, studio delle fonti e visite ai luoghi che conservano la memoria del santo. Il Cammino dovrebbe così diventare anche un percorso di conoscenza e partecipazione.
Pro Loco e comunità nella costruzione dell’itinerario
Antonello Grosso La Valle, presidente di UNPLI Cosenza, ha richiamato il ruolo delle Pro Loco e del Terzo settore. La loro presenza sul territorio potrebbe sostenere la ricognizione delle risorse locali, il coinvolgimento degli abitanti e l’organizzazione dell’accoglienza.
Nella prospettiva illustrata durante l’incontro, il turismo religioso può contribuire alla destagionalizzazione dei flussi e alla valorizzazione dei borghi, compresi quelli più esposti allo spopolamento e alla progressiva riduzione delle attività economiche.
Il progetto punta a collegare i luoghi della fede con il patrimonio storico, culturale e produttivo dei territori, mantenendo il pellegrinaggio e la dimensione spirituale al centro dell’esperienza.
Il coinvolgimento dei calabresi nel mondo
Le conclusioni sono state affidate al consigliere regionale Orlandino Greco, presidente della Consulta dei Calabresi nel Mondo.
Secondo Greco, il Cammino potrebbe offrire alle comunità calabresi all’estero, soprattutto alle nuove generazioni, un’occasione per conoscere la terra d’origine attraverso i suoi luoghi religiosi. La Consulta potrebbe favorire il collegamento tra il progetto territoriale e le associazioni della diaspora.
Il consigliere regionale ha inoltre sottolineato la necessità di predisporre servizi per i pellegrini: informazioni, accoglienza e assistenza lungo le diverse tappe. Al termine del confronto ha manifestato l’intenzione di portare in Regione una proposta dedicata al Cammino di Sant’Angelo d’Acri.