Cannavino, il ponte che fa ancora paura: ancora si attendono i cantieri per il nuovo viadotto
A maggio Anas ha annunciato l’avvio dei lavori per la nuova infrastruttura da 35 milioni di euro. Intanto sui social tornano timori sulle condizioni del vecchio ponte, fotografie delle presunte fratture e richieste di percorsi alternativi
Periodicamente qualcuno trattiene il fiato mentre attraversa il ponte Cannavino, proprio nel tratto in cui la strada scende per un attimo che sembra infinito. Chi percorre abitualmente la Statale 107 conosce bene la sensazione che provoca l’avvallamento della campata e quando appare uno scatto sui social, l’istinto è allargare con due dita la foto per capire se qualcosa si stia spezzando.
Sono almeno dieci anni che intorno al viadotto di Celico si accende la paura e dieci anni che quella paura viene stemperata dalle rassicurazioni sul monitoraggio della struttura.
Era il 2016 quando il Cannavino diventò un caso. Anas assicurò che non vi fosse alcun pericolo mentre la Protezione civile regionale chiedeva di poter visionare i dati del monitoraggio. La questione arrivò in Prefettura e negli anni successivi sul ponte si susseguirono controlli, limitazioni al traffico e interventi di manutenzione. Nel 2017 furono installati anche sensori capaci di rilevare vibrazioni e cedimenti; nello stesso anno la preoccupazione arrivò al punto che alcuni genitori chiesero alle scuole di modificare i percorsi delle gite pur di evitare il passaggio sul Cannavino.
Nel 2018 il viadotto tornò nuovamente al centro dell’attenzione. Si parlava di adeguamento sismico, di nuovi sistemi di monitoraggio e persino dell’ipotesi di una variante alla 107. Nel gennaio 2019 Anas tornò a rassicurare: i tecnici non avevano riscontrato criticità sulla staticità dell’opera. Insomma, tutto sicuro. Il resto sono solo suggestioni.
Il Cannavino è diventato negli anni quasi un sorvegliato speciale fino a quando alle solite rassicurazioni si è aggiunta una prospettiva: il progetto di costruire un nuovo ponte.
Un ponte nuovo accanto al vecchio
Il progetto prevede un nuovo viadotto da realizzare in variante rispetto all’attuale tracciato. Una scelta che consentirà di mantenere in esercizio il Cannavino fino al completamento della nuova infrastruttura, evitando così le complicate soluzioni alternative. Una volta entrato in funzione il nuovo ponte, la struttura attuale sarà demolita.
E proprio sul rischio di chiusure era tornata l’attenzione all’inizio di quest’anno. A gennaio, su LaC News24, avevamo raccolto le rassicurazioni dei sindaci di Celico e Rovito dopo le preoccupazioni circolate tra pendolari, residenti e operatori economici. Il nuovo Cannavino sarebbe sorto in affiancamento al vecchio e la 107 avrebbe continuato a essere percorribile.
I lavori, allora, venivano indicati come imminenti.
Il 1° maggio 2026 è arrivato poi l’annuncio ufficiale: Anas ha comunicato la consegna, in regime di accordo quadro, dei lavori per la costruzione del nuovo Cannavino, per un investimento complessivo di circa 35 milioni di euro.
Sei campate e pile alte fino a 80 metri
Il nuovo viadotto sarà lungo circa 390 metri e composto da sei campate. Avrà un impalcato misto acciaio-calcestruzzo, una piattaforma stradale larga complessivamente 12 metri e pile che raggiungeranno gli 80 metri di altezza, poggiate su fondazioni profonde. Sono previsti anche sistemi di isolamento sismico.
L’intervento è suddiviso in due stralci. Quello indicato a maggio come già in esecuzione comprende monitoraggio ambientale, bonifica da eventuali ordigni bellici, disboscamento, cantierizzazione e successivamente la realizzazione di fondazioni, spalle e pile.
Ma a quasi quattro mesi dall’annuncio, per chi percorre la Statale 107 il nuovo Cannavino non è ancora diventato quel grande cantiere visibile che ci si aspetterebbe da un’opera di queste dimensioni.
Intanto il vecchio Cannavino torna a far discutere
Mentre si aspetta il nuovo, il vecchio ponte ha ricominciato a far parlare di sé.
Sui social sono riapparse le fotografie scattate da lontano, i commenti sulle condizioni della struttura, persino le richieste di informazioni su percorsi alternativi per evitare il viadotto. A impressionare sono soprattutto quelle che nelle immagini vengono percepite come fratture e, naturalmente, il noto avvallamento della carreggiata.
Non risultano al momento comunicazioni ufficiali di Anas che dichiarino il Cannavino non sicuro o non percorribile. Al contrario, il progetto del nuovo viadotto prevede espressamente che l’attuale struttura continui a essere utilizzata fino al completamento della nuova.