Carcere di Cosenza, l’Uspp denuncia: «Mancano 30 agenti e i locali Ulepe sono inadeguati»
Dopo un sopralluogo il sindacato chiede assunzioni, sistemi contro cellulari e droni e il trasferimento dell’Esecuzione penale esterna.
Una carenza stimata in circa 30 agenti, scoperture nei ruoli di ispettori e sovrintendenti, problemi nella gestione dei detenuti con patologie psichiatriche e condizioni logistiche giudicate inadeguate nella sede dell’Esecuzione penale esterna.
È il quadro tracciato dalla segreteria regionale dell’Uspp, Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria, dopo una visita effettuata il 16 ottobre alla Casa circondariale di Cosenza e all’Ulepe, l’Ufficio locale di esecuzione penale esterna.
La delegazione era composta dal segretario regionale Federico Giorgio, dal vicesegretario Raffaele Poerio, dal delegato regionale Andrea Di Mattia e dal segretario locale Giuseppe Lavalle.
Le criticità illustrate rappresentano gli esiti della ricognizione sindacale e dovranno essere verificate dagli enti competenti ai quali l’Uspp ha annunciato l’invio di una segnalazione formale.
L’Uspp stima una carenza di circa 30 agenti
Secondo il sindacato, l’organico della Casa circondariale presenta un vuoto di circa trenta unità, al quale si aggiunge una significativa scopertura tra ispettori e sovrintendenti.
Questa situazione costringerebbe gli operatori ad accorpare più posti di servizio, con un aumento del carico di lavoro soprattutto durante i turni pomeridiani e notturni.
L’Uspp collega la situazione di Cosenza a una difficoltà più ampia del sistema penitenziario calabrese, destinata ad aggravarsi con i pensionamenti previsti nei prossimi mesi. Per questo la segreteria nazionale ha rinnovato al ministro della Giustizia la richiesta di un piano straordinario di assunzioni.
Detenuti con patologie psichiatriche e aggressioni
Il sindacato richiama inoltre le difficoltà legate alla gestione di alcuni detenuti affetti da patologie psichiatriche, riferendo episodi di aggressione ai danni del personale.
Il tema coinvolge sia la sicurezza degli agenti sia la necessità di garantire cure e assistenza adeguate alle persone detenute. Nel comunicato non vengono indicati il numero degli episodi, il periodo di riferimento e le dotazioni sanitarie o specialistiche attualmente disponibili nell’istituto.
L’Uspp chiede quindi un’organizzazione capace di tutelare il personale e di affrontare le esigenze cliniche attraverso professionalità e percorsi assistenziali adeguati, evitando che la gestione ricada esclusivamente sugli agenti.
Sollecitati gli interpelli per la rotazione
Dopo la firma della contrattazione decentrata, il sindacato chiede anche l’avvio degli interpelli per la rotazione nei posti di servizio.
Secondo l’Uspp, la misura dovrebbe favorire il ricambio nelle funzioni occupate da tempo dalle stesse persone, offrire opportunità professionali ai colleghi più giovani e incentivare formazione e valorizzazione delle competenze.
Tempi e modalità delle procedure dovranno essere stabiliti dall’Amministrazione penitenziaria nel rispetto degli accordi sottoscritti.
Cellulari e droni introdotti nel carcere
Un altro fronte riguarda il possibile utilizzo di droni e telefoni cellulari introdotti clandestinamente negli istituti penitenziari.
L’Uspp sostiene che questi strumenti possano permettere alla criminalità di mantenere collegamenti con l’esterno e chiede l’installazione di apparati per contrastare le comunicazioni non autorizzate e intercettare i velivoli senza pilota.
La proposta è quella di adottare il cosiddetto “modello Secondigliano”, con sistemi jammer per schermare le comunicazioni e apparecchiature antidrone. L’eventuale installazione richiederebbe valutazioni tecniche e autorizzazioni compatibili con le comunicazioni di servizio e con la normativa vigente.
Le condizioni della sede Ulepe
Le contestazioni più dettagliate riguardano la sede dell’Ulepe di Cosenza, collocata al secondo piano di un edificio all’interno del perimetro della Casa circondariale.
Secondo il sindacato, i locali non disporrebbero di un’uscita di sicurezza dedicata e avrebbero come unica via d’esodo una scala ritenuta inadeguata. La sede, riferisce l’Uspp, è utilizzata da 34 dipendenti e registra quotidianamente l’accesso di utenti e professionisti.
La delegazione segnala inoltre pannelli del controsoffitto in fase di distacco, un ingresso privo di sufficiente visibilità sull’area di attesa e ambienti sovraffollati.
Cinque agenti del Nucleo di Polizia penitenziaria lavorerebbero, secondo il comunicato, in uno spazio di circa 15 metri quadrati, con arredi giudicati deteriorati. Tra gli altri problemi vengono indicati griglie di protezione dei neon non stabili, servizi igienici senza antibagno e l’assenza di uno spogliatoio per il personale.
Chiesto il trasferimento immediato dell’ufficio
L’Uspp ha annunciato una nota formale ai vertici del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, agli organismi competenti per la sicurezza sul lavoro, all’Asp di Cosenza, all’Ispettorato del lavoro e ai Vigili del Fuoco.
La richiesta è di disporre verifiche urgenti e trasferire l’Ulepe in una sede cittadina autonoma, salubre e adeguata alle esigenze dei dipendenti e degli utenti.
«Servono risposte immediate: un piano di assunzioni per la Casa circondariale, dotazioni tecnologiche all’avanguardia e il trasferimento dell’Ulepe in locali dignitosi», conclude il sindacato.