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14/07/2026 ore 13.00
Società

Carenza idrica, Sorical rassicura: «Sorgenti ricaricate ma occorre tamponare gli sprechi»

Intervista al direttore generale Giovanni Paolo Marati: «Premesse migliori dello scorso anno grazie alle precipitazioni nevose. Lavoriamo per ammodernare le condotte»

di Salvatore Bruno

Dalle parole di Giovanni Paolo Marati, direttore Sorical, intercettato dal nostro network a Palazzo Sersale di Cerisano, a margine di una iniziativa sulla gestione digitale delle risorse idriche e di prevenzione degli eventi alluvionali inserita nel cartellone Borgo Swing Factory, affiora un cauto ottimismo in merito alle riserve idriche attualmente disponibili in Calabria. Il caldo torrido degli ultimi giorni e soprattutto i dati tutt’altro che incoraggianti sulla dispersione di acqua nelle vetuste tubazioni degli acquedotti regionali, hanno fatto crescere l’allarme siccità in tutta la regione. Ma per fortuna, sottolinea Marati, la situazione è meno grave che in passato.

Sorgenti ricaricate

«Le premesse sono migliori dello scorso anno poiché ci siamo lasciati alle spalle una stagione invernale generosa a livello di precipitazioni anche nevose. Per cui sotto il profilo della ricarica delle sorgenti e quindi della disponibilità idrica in generale, il quadro generale è migliorato. Come sappiamo però, questo non basta poiché oltre ad avere disponibilità di acqua, la vera sfida è quella di riuscire a trasportarla dove serve. Per questo – aggiunge il direttore di Sorical - ci stiamo concentrando sugli investimenti per il rinnovo delle reti, sia quelle di distribuzione che quelle di adduzione, a partire dagli schemi più importanti come l’Abatemarco che serve Cosenza e buona parte della sua provincia».

Compatibilità tra utilizzo irriguo e idroelettrico

Con riferimento alle denunce degli agricoltori della Sila crotonese, rispetto all’impiego dei bacini montani per la produzione di energia elettrica, senza avere cura di trattenere l’acqua in eccesso per evitarne la dispersione in mare, Marati ha chiarito che, anche in considerazione delle «variazioni climatiche, occorre una pianificazione integrata plurima della risorsa idrica che contempli tutti gli utilizzi ma che salvaguardi come primario l’utilizzo idropotabile. C'è bisogno anche di tenere conto della esigenza di ricarica delle falde, dei laghi e degli invasi, e quindi di programmare l'utilizzo per il prossimo futuro insieme ai vari competitor relativamente alla parte dell'utilizzo irriguo, dell'utilizzo idroelettrico e di quello potabile».

Sensibilizzare le famiglie

C'è poi sempre la necessità di sensibilizzare le famiglie ad un corretto uso della risorsa. «Si tratta di un concetto basilare perché l'utilizzo della risorsa può comportare in alcuni casi effettivamente un problema di prelievo intensivo. Di norma l'uso familiare non comporta sprechi rilevanti. Ma ci sono anche degli utilizzi distorti e tanti prelievi abusivi che rischiano di creare disequilibri».